Senza Titolo
di Denis Artioli wVIGEVANO Per un medico, l'eliminazione del dolore in un paziente è un obbligo, una battaglia di civiltà. I medici che, come me, hanno una formazione di medicina oncologica, nel loro lavoro conducono in parallelo l'azione contro la patologia e contro il dolore inutile, che prostra ulteriormente le persone. Pietro Gallotti, oncologo, direttore generale dell'istituto di cura Beato Matteo, ha presentato ieri i dati dell'attività dell'"ospedale senza dolore". Con lui, il direttore amministrativo Giuseppe Magnani, il primario di ginecologia Giuseppe Ricciardo e il responsabile del servizio di Anestesia e Rianimazione, Francesco Marino che spiega: Il dolore è soggettivo e la terapia va cucita su misura per ogni paziente, togliendo il dolore senza effetti collaterali. La più grande preoccupazione dei pazienti ospedalizzati è la paura di soffrire – afferma Gallotti – ma il 100% del dolore si può eliminare. E' un falso mito quello secondo cui il dolore da cancro combattuto con la morfina crei assuefazione. Non è così. Sono tre i tipi di dolore eliminabile: il dolore acuto post-operatorio; il dolore cronico, in area medica, in particolare con i pazienti oncologici; il dolore da parto. In clinica, nel 2010, sono stati effettuati 4.535 interventi chirurgici (1.488 di chirurgia leggera, come ernie, varici), con 3.192 ricoveri medici. In clinica hanno studiato dal 2009 ai primi sei mesi del 2011 i pazienti sottoposti a chirurgia maggiore (protesi dell'anca e del ginocchio, chirurgia addominale, toracica, urologica, ginecologica): con una terapia analgesica di base, associata a una dose supplementare, si è passati dal 90% del 2009 al 95% del 2011 di pazienti che riferivano un dolore completamente controllato o sopportabile (al di sotto del valore standard di 3). E' un risultato davvero straordinario sostiene Pietro Gallotti .