Rapina alla barista, un anno e 8 mesi
CASEI GEROLA E' iniziato nei giorni scorsi il piano per le asfaltature delle strade comunali a Casei. Si tratta di lavori per un importo complessivo di circa 40mila euro – commenta il sindaco Ezio Stella – Come amministrazione comunale abbiamo individuato anno per anno le strade che necessitano di adeguati interventi per quanto concerne le migliorie stradali. Pensiamo di fare una cosa utile per il paese ed i residenti, poter contare su strade percorribili in modo decente è una cosa utile per tutti. Intanto da segnalare anche che il centralino telefonico del Municipio di Casei Gerola è stato unificato: c'è un numero che riceve tutte le telefonate, ed in base alle necessità le chiamate vengono smistate sui vari settori. Pensiamo sia un vantaggio in più per tutti i casellesi e le persone che hanno bisogno di mettersi in contatto con noi – continua il sindaco – Così è più facile indirizzare e smistare le chiamate telefoniche che arrivano al centralino. BRESSANA Pugno duro dell'amministrazione comunale per contrastare la sosta delle carovane nomadi in paese. Il sindaco Davide Rovati ha emesso una specifica ordinanza che vieta la permanenza su aree pubbliche, oppure private non attrezzate, di roulotte, caravan e similari: Abbiamo preso atto che frequentemente diversi gruppi di nomadi stazionano sul territorio comunale configurando di fatto un insediamento, la cui permanenza ha determinato precarie condizioni igienico sanitarie dovute all'abbandono di rifiuti maleodoranti – spiega il sindaco di Bressana Bottarone nel suo provvedimento – Le aree dove sostano solitamente queste persone sono sprovviste di servizi igienici, perciò si servono delle zone circostanti per i loro bisogni fisiologici. Una situazione che si è ripetuta più volte e che ha sollevato il malcontento popolare, sia degli abitanti delle zone interessate sia da parte dei commercianti. Da qui la scelta da parte del sindaco di emanare un'ordinanza dove, molto dettagliatamente, vengono descritti i divieti istituiti e che saranno segnalati con cartelli di avviso all'ingresso dei luoghi pubblici adibiti a posteggio: La violazione del provvedimento comporterà una sanzione pecuniaria di 500 euro, inoltre il trasgressore sarà tenuto a rimuovere i rifiuti abbandonati in loco. Il provvedimento è stato trasmesso a questura, prefettura e carabinieri. (s.d.) VOGHERA Un anno e otto mesi per la rapina portata a termine nella primissima mattinata del 10 agosto 2009. Elena Beccaria, 28 anni, di Voghera, è comparsa ieri mattina davanti al giudice dell'udienza preliminare. Era difesa dall'avvocato Gianfranco Ercolani. L'accusa si riferiva, appunto, a un episodio di due anni fa. Intorno alle 6,20 di un lunedì mattina di agosto, la commessa di un bar si trovava in via Fratelli Rosselli ed era diretta al caffè Cavour per aprire l'attività. All'altezza dell'hotel Corona, la giovane era stata affiancata da una donna che si trovava in sella a uno scooter piuttosto malandato. La donna, con il volto coperto da un casco integrale, aveva intimato alla commessa di consegnarle la borsetta. Di fronte all'esitazione della vittima, la rapinatrice si era fatta ancora più aggressiva, sino a quando, raggiunto il suo obbiettivo, si era allontanata sullo scooter. Dentro la borsa della commessa, si trovavano 50 euro, le chiavi di casa e del bar e altri oggetti. La giovane rapinata aveva avvisato il titolare del locale, che l'aveva raggiunta per aprire la saracinesca del caffè. Poi, durante l'orario di lavoro, aveva raccontato la sua disavventura a un cliente. L'uomo le aveva detto di avere notato, intorno a quell'ora, una donna intenta a gettare una borsetta in un cassonetto dell'immondizia. La barista aveva raggiunto il contenitore e recuperato la borsa, che conteneva il portafoglio vuoto, un bancomat e alcuni documenti, ma dalla quale mancavano sia i soldi che le chiavi. Solo al termine della giornata di lavoro, intorno alle 19, la commessa si era recata alla stazione dei carabinieri di Rivanazzano e aveva denunciato quanto le era accaduto la mattina. Ai militari, la giovane aveva fornito una descrizione abbastanza accurata della donna che l'aveva aggredita, soffermandosi in particolare sui dettagli dello scooter e del casco che le copriva la faccia. Qualcuno, tra i carabinieri, si era ricordato di avere fermato, poco tempo prima per un controllo, uno scooter che rispondeva alla descrizione. Così i carabinieri si erano recati al domicilio di Elena Beccaria e avevano eseguito alcuni controlli. In casa, tra le altre cose, i militari avevano trovato un paio di occhiali appartenenti alla commessa e, soprattutto, le chiavi appartenenti alla giovane vittima. Una imprudenza fatale, perchè se sugli occhiali vi sarebbero potuti essere margini di dubbio, le chiavi potevano aprire una serratura ed una soltanto. Essendo trascorsa la flagranza, i carabinieri avevano denunciato in stato di libertà la Beccaria per il reato di rapina. Ieri mattina, davanti al Gup e al Pm Giovanni Benelli, la donna è stata condannata.(f.m.)