La chiave del giallo su Facebook

ANCONA Le indagini sul delitto di Melania Rea approdano in California. La Procura di Ascoli ha infatti ottenuto una rogatoria internazionale per esaminare gli archivi telematici del social network Facebook ed analizzare i contatti o eventuali messaggi cancellati nel profilo di Salvatore Parolisi, il caporalmaggiore dell'esercito indagato per l'omicidio della moglie. Obiettivo degli investigatori è quello di recuperare i contatti fra l'uomo e la soldatessa con cui aveva un a relazione extraconiugale. Parte dei risultati della ricerca, da quanto si è appreso, sono già nelle mani dei carabinieri del Ros e tra breve arriveranno ai cinque magistrati ascolani che seguono il caso. Molto probabilmente insieme ai dati delle due autopsie eseguite dal medico legale Adriano Tagliabracci, indispensabili per definire l'ora della morte e il luogo del delitto. È emersa anche l'indiscrezione secondo cui i carabinieri avrebbero ultimato gli esami sui cellulari di Melania e Salvatore e che entrambi i telefonini avrebbero agganciato, intorno alle 14.30 del 18 aprile, giorno della scomparsa della giovane mamma di Somma Vesuviana, la stessa cella nella zona di Ripe di Civitella, dove venne rinvenuto due giorni dopo il cadavere della donna. Gli inquirenti non hanno la certezza che Melania sia stata uccisa nel Teramano: potrebbe essere stata trucidata altrove e poi abbandonata nel bosco delle Casermette. Intanto Parolisi è tornato ad Ascoli per riprendere il lavoro nella caserma "Clementi" dove ha svolto finora il ruolo di addestratore delle reclute.