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PAVIA Nei cortili del centro storico gli anziani si fanno carico della filosofia della differenziata. All'inizio ero scettica, ma ora cerco di coinvolgere tutto il condominio. La signora Giuseppina ha quasi 82 anni vive in via Porta Calcinara 11 e telefona per parlare direttamente con il presidente di Asm, Gianpaolo Chirichelli. Di domande ne ha diverse, tutti casi concreti, raccolti dai vicini di casa che in questi giorni insieme alle 6mila famiglie che vivono nel centro storico (si sale a 8mila considerando anche chi non è residente, soprattutto gli studenti) sono alle prese con la raccolta differenziata in centro. Vuole sapere dove si butta la lacca (nella indiferrenziata se la bomboletta è di nuova generazione), il tubetto della maionese, il contenitore del prosciutto. Tutto nel sacchetto grigio trasparente. La mia vicina chiede dove buttare le lamette usa e getta quando suo marito si fa la barba e poi i pannoloni. Ancora indifferenziata. Su pannoloni, pannolini e assorbenti igienici arriva più di una domanda al filo diretto organizzato ieri dalla Provincia pavese per cercare di risolvere i dubbi dei cittadini. Consigliamo di chiudere i pannoloni in tre sacchi neri e poi metterli nella indifferenziata, dice Chirichelli. Faremo un passaggio in più per raccoglierli, come stanno facendo a Salerno – aggiunge Gabriele Tedeschi, responsabile del settore igiene di Asm – su richiesta. In quel caso daremo degli adesivi da mettere sui sacchetti. Sono dubbi concreti quelli dei pavesi. Orari, sacchetti, modalità. Da me non avete ritirato umido e indifferenziata – dice la signora Benazzo, vicolo dei Longobardi – l'ho messo fuori alle 20, pensavo di trovarmi il mio bidoncino vuoto e invece c'era ancora il sacchetto. Possiamo aver sbagliato, risponde Chirichelli al telefono, mentre viene mandato qualcuno a controllare e a portare via i rifiuti. La voce di un signore di 80 anni, residente dietro l'abside di San Michele, racconta un altro problema: Ieri sera (venerdì per chi legge, ndr) c'erano quattro-cinque sacchetti, ne è rimasto solo uno, perché non lo hanno portato via? Lo chiede anche il signor Alfredo che abita in via San Carlo. Venerdì era giornata di ritiro dell'umido. Se il sacchetto contiene altri rifiuti non può essere caricato. Non ce lo accetterebbero – spiega il presidente di Asm – e noi verremmo accusati di mettere tutti i rifiuti nello stesso camion. E invece proprio per la massima trasparenza bisogna rispettare il calendario. Di rifiuti "sbagliati" in strada cercano di non lasciarne, su segnalazione si va a portar via quello che resta. Ma è chiaro che è richiesto un certo impegno. Al filo diretto chiamano le Canossiane di via Menocchio per capire come organizzarsi con la mensa (settimana prossima inizieranno i confronti con commercianti e altre strutture, risponde Asm). Domanda ricorrente: Ma perché nel nostro condominio non c'è il bidone grosso per l'umido? chiede la signora Maria Teresa di via Alboino. Risposta ricorrente: Sono gli amministratori di condominio che devono farne richiesta, spiega Chirichelli. Ma prima entravano negli androni per prendere i sacchetti, ora non più, dice una signora di via Teodolinda. La prima regola è mettere fuori bidoni e sacchetti – risponde Chirichelli – se ci sono anziani nel palazzo su segnalazione possiamo entrare. E comunque si possono lasciare negli stessi spazi di prima per non tenerli in casa e poi portarli fuori. Le regole per i singoli palazzi le devono dare gli amministratori. (ma.br.)