Fininvest condannata, 560 milioni a Cir
di Giovanna Trinchella wMILANO La Fininvest della famiglia Berlusconi dovrà versare 560 milioni di euro alla Cir di Carlo De Benedetti. Risarcimento, stabilito dai giudici della II corte d'Appello civile del Tribunale di Milano, per quella che fu chiamata la guerra di Segrate per il controllo della casa editrice Mondadori. Al verdetto i giudici sono arrivati ripercorrendo anche l'iter di quello che fu il processo penale con sentenze passate in giudicato: Vittorio Metta, giudice della corte d'Appello di Roma fu corrotto con soldi Fininvest per dare ragione a Silvio Berlusconi e c'è la prova che condizionò gli altri due giudici. E così il presidente Luigi de Ruggiero e i giudici Walter Saresella e Giovanni Battista Rollero hanno rifatto virtualmente il processo, hanno considerato le norme dell'epoca e hanno stabilito che la sentenza dovuta era quella che confermava il Lodo a favore di De Benedetti: ... nel 1991 la Mondadori fu sottratta alla Cir mediante la corruzione del giudice Vittorio Metta, organizzata per conto e nell'interesse di Fininvest. Stabilito il diritto al risarcimento i giudici hanno quantificato il danno (310 milioni più interessi e le spese, ndr) e hanno scontato di 200 milioni la somma stabilita in primo grado dal giudice Raimondo Mesiano (poco meno di 750 milioni in totale). Lo sconto è dovuto all'esito della consulenza tecnica d'ufficio, firmata dai professori Luigi Guatri, Maria Martellini e Giorgio Pellicelli sui valori delle azioni e al non riconoscimento del danno d'immagine che ha fatto detrarre circa 80 miliardi di lire. Infine le spese legali, quelle di giudizio per un quarto compensate e per il resto a carico di Fininvest. Nel resto la sentenza d'appello conferma le valutazioni del giudice di primo grado: Con Metta non corrotto il lodo sarebbe stato confermato scrivono i giudici che ritengono che la Cir subì un danno immediato e diretto dalla sentenza inquinata dai soldi Fininvest arrivati al giudice tramite i tre avvocati Cesare Previti, Giovanni Acampora e Attilio Pacifico. Per i giudici civili il premier è corresponsabile della vicenda corruttiva e di conseguenza per il fatto illecito del loro legale rappresentante o amministratore commesso nell'attività gestoria della società medesima, la responsabilità della stessa Fininvest. Infine il fatto che la Cir, all'epoca, non abbia proposto ricorso in Cassazione ma abbia poi partecipato alla mediazione guidata da Giuseppe Ciarrapico, non cambia nulla, sostengono i giudici milanesi. Anzi, per il gruppo di De Benedetti, era una scelta obbligata. La Corte d'Appello di Milano ha emesso una sentenza contro ogni logica processuale e fattuale, addirittura ampiamente al di là delle stesse risultanze contabili che erano già di per sé erronee in eccesso, e addirittura superiore al valore reale della quota Mondadori posseduta da Fininvest – dice l'avvocato Niccolò Ghedini - La Cassazione non potrà che annullare la sentenza che è la riprova, se ve ne fosse stato bisogno, che a Milano è impossibile, quando vi è anche indirettamente coinvolto il presidente Berlusconi, celebrare un processo che veda la applicazione delle regole del diritto. La sentenza è esecutiva e in considerazione dell'accordo stragiudiziale preso dalle parti in primo grado (che prevede una fideiussione di 800 milioni di euro) la Cir già da lunedì potrebbe incassare. La Fininvest farà ricorso e chiederà la sospensione in attesa dell'ultimo verdetto. E se la Corte d'Appello non sospenderà l'esecutività della sentenza - prosegue il legale - tale prova sarà ancora più evidente. Comunque la Corte di Cassazione non potrà che annullare questa incredibile sentenza. Insomma la guerra di Segrate continua. ©RIPRODUZIONE RISERVATA