Otto profughi a Gropello «Insegnateci un lavoro»
GROPELLO CAIROLI Sono otto i giovani immigrati nordafricani accolti dalla Protezione civile di Gropello Cairoli e attualmente ospiti all'albergo "Italia", in via Della Libertà: Sono arrivati da Lampedusa e si comportano benissimo – dice il titolare della struttura alberghiera –. Sono loro stessi ad avermi chiesto di verificare se c'è lavoro, perché sono stanchi di stare qui a girarsi i pollici. Ad aver notato l'esigenza dei cinque profughi provenienti da Nigeria, Mali e Guinea, è stato anche qualche residente che, passando, per il centro del paese si è accorto della loro presenza all'esterno del piccolo albergo. Durante l'ultimo consiglio comunale, è stata anche discussa un'interrogazione del consigliere di maggioranza Cesare Piccinini, sulle condizioni degli otto stranieri. Tra di loro Remigius, 36enne proveniente dalla Nigeria, spiega con un fluente inglese: Siamo arrivati a Lampedusa e dell'Italia conosciamo solo Gropello, che ci sta ospitando in modo molto accogliente. Io provengo dal settore edile, ma sarei disposto a imparare anche un mestiere diverso dal mio, pur di uscire da quest'ozio ed entrare in contatto con la gente del posto. Secondo Remigius sono le difficoltà di comunicazione a rendere difficile l'integrazione, limitata, per ora, al rapporto quotidiano con titolari e dipendenti della struttura in cui ha trovato vitto ed alloggio: In parlano l'inglese qui, e io vorrei imparare italiano, ma non me lo insegna nessuno. La proposta di Piccinini sarebbe proprio quella di introdurre i giovani in un programma di formazione professionale o di apprendistato con falegnami, elettricisti o idraulici della zona: Potrebbero essere d'aiuto e imparare un mestiere per il futuro, la condizione in cui si trovano ora è mortificante. Replica l'assessore ai servizi sociali, Angela Rapetti che dice: Siamo in attesa di indicazioni precise da parte del tavolo aperto in Prefettura e con i piani di zona dei Comuni che hanno accolto queste persone. Una cosa è certa: non si devono creare disparità rispetto ai giovani disoccupati di casa nostra, il diritto al lavoro vale per tutti, si deve agire nel massimo della correttezza in un momento di crisi come questo in cui tutti faticano a trovare un impiego. Dall'opposizione, dice Maurizio Comelli (Rinascita Gropellese): L'accoglienza non ci deve spaventare, perché anche nel 1992 arrivarono dei profughi albanesi e si fece ciò che si doveva fare. Achille Arzani (Lega Nord) parla di una situazione davvero difficile: i Comuni sono stati scavalcati dalla Protezione civile che si è rivolta direttamente agli albergatori. Si sarebbe almeno potuto creare una scuola tra tutti i Comuni per l'insegnamento della lingua italiana agli stranieri e per tenerli impegnati qualche ora durante il giorno. Maria Pia Beltran