Milanese indagato nello scandalo Enav

ROMA Dopo la richiesta di arresto inoltrata alla Camera dai pm di Napoli, un'altra indagine, questa volta per finanziamento illecito ai partiti, investe Marco Milanese, deputato del Pdl, ex ufficiale della Guardia di finanza ed ex consigliere politico del ministro Giulio Tremonti. Il gip Anna Maria Fattori, su richiesta del pm di Roma, Paolo Ielo, ha emesso due ordini di custodia cautelare per finanziamento illecito, uno in carcere per l'imprenditore Tommaso di Lernia - titolare della Print Sistem e dominus della Eurotec, già finito in manette per corruzione e fatturazione di operazioni inesistenti nell'inchiesta sugli appalti dell'Enav (Ente nazionale di assistenza al volo) assegnati a Selex Sistemi Integrati - e uno ai domiciliari per Massimo De Cesare, amministratore delegato di Eurotec, società che si occupa della costruzione di opere civili. Gli arresti si riferiscono al filone di indagine relativo alla vendita a Eurotec di una barca da 15 metri acquistata in leasing (20mila euro al mese) da Milanese. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la vendita dell'imbarcazione, a un prezzo maggiorato rispetto al suo valore, sarebbe stata la contropartita richiesta da Milanese per la nomina, decisa dal cda di Enav su suo imput, dell'ex consigliere di amministrazione dell'Enav, Fabrizio Testa, a presidente di Techno Sky, controllata di Enav. Per soddisfare la richiesta di Milanese, Testa si sarebbe rivolto a Lorenzo Cola, l'ex consulente del presidente di Finmeccanica Pierfrancesco Guarguaglini, che avrebbe incaricato Di Lernia di risolvere il problema. Di Lernia avrebbe quindi contattato De Cesare che avrebbe concluso l'acquisto della barca pagandola circa 1,9 milioni di euro contro un valore stimato di 1,4 milioni. A Milanese, scrive il gip, sarebbe stata erogata da De Cesare e Di Lernia una utilità non iscritta in bilancio non inferiore a 224.224,57 euro, pari al valore della sopravvalutazione dell'imbarcazione, più le spese di gestione e manutenzione fino alla cessione del bene. Cola e Testa sono indagati per finanziamento illecito ai partiti, come Milanese. Secondo i risultati dell'inchiesta, Milanese, era solito usufruire di carte di credito altrui per viaggi e vacanze senza apparente giustificazione. Lo scrive il gip Anna Maria Fattori, che riporta la testimonianza ai pm dallo stesso Testa, sull'uso smodato che Milanese aveva fatto nel corso di un viaggio negli Usa di una carta di credito consegnatagli, a precisa richiesta da Sidoti, principale teste d'accusa nell'inchiesta.