A Zavattarello il gipsy jazz dei Manomanouche

ZAVATTARELLO Questa sera alle 21.15, "Up-to-Penice" approda a Zavattarello con i Manomanouche, il più famoso gruppo italiano di gipsy swing. Nell'affascinante scenario della rocca Dal Verme, messa a disposizione dal comune di Zavattarello, ente co-organizzatore per l'occasione, il festival di musica itinerante ai piedi del Penice, organizzato dall'Associazione culturale Tetracordo di Stradella in collaborazione con la Provincia di Pavia sotto la direzione artistica di Livio Bollani, vedrà esibirsi l'ensemble che ha fatto da colonna portante dell'orchestra di Paolo Conte, con un tributo omaggio al genio di Django Reinhardt. Ingresso a offerta. A questo personaggio va infatti attribuito il merito di aver reso nota, nel panorama chitarristico europeo, la tradizione musicale e strumentale dei nomadi Manouches, una delle principali famiglie zingare del continente, in cui la musica tipicamente gitana si fonde con gli elementi ritmico-armonici del jazz. Nell'arco di pochi anni il gruppo Manomanouche è diventato la realtà di riferimento nel panorama gypsy-jazz italiano - caso unico per la qualità della ricerca, dell'arrangiamento e per la valenza personale ed emotiva che questo progetto ha grazie ai suoi musicisti – e oggi il gruppo collabora con diversi artisti di livello nazionale ed europeo, tra cui Paolo Conte e la sua orchestra. Nel concerto di Zavattarello, completamente eseguito con strumenti acustici - si esibiranno i Manomanouche Nunzio Barbieri e Luca Enipeo alle chitarre, Diego Borotti al sax e Lucio Villani al contrabbasso. Le origini del gipsy jazz (anche detto swing Manouche) risale adopo la morte di Django Reinhardt. Ispirato alla sua esperienza, negli anni '60 nacque in Germania il genere gypsy jazz (anche detto swing Manouche). I Manouche ne impararono il repertorio e acquisirono padronanza assoluta degli strumenti che suonavano: chitarra da accompagnamento e contrabbasso per assicurare la sezione ritmica (da loro chiamata "la pompe" Manouche), chitarra solista e talvolta un quarto e anche un quinto strumento virtuoso. In questo solco si inserisce il progetto "Manomanouche", nato nel 2001 dall'incontro di musicisti di differente estrazione ma tutti con una consolidata esperienza professionale, con l'intento di far conoscere ad un pubblico sempre più vasto la cultura e la tradizione musicale degli zingari Manouches. Marta Pizzocaro