L'indagine tocca anche Alpeggiani
di Fabrizio Merli wVOGHERA Dalle carte dell'inchiesta che ha portato all'arresto del sindaco Carlo Barbieri e del commercialista Guido Marchese spunta, a sorpresa, anche il nome di Giovanni Alpeggiani. Il politico del Brallo, grande regista dell'elezione di Barbieri, non è in alcun modo indagato. Ma la procura di Napoli arriva al suo nome passando al setaccio i conti correnti di Marco Milanese, l'ex braccio destro del ministro Tremonti. Il consulente – scrive il Gip di Napoli – segnalava come degne di approfondimento alcune operazioni e, tra esse, quelle risultate intercorse tra il Milanese (che aveva ricevuto le somme) e altri soggetti quali Marchese Guido, Barbieri Carlo e Alpeggiani Giovanni (che avevano disposto quei pagamenti confluiti sui conti del Milanese). Alpeggiani, che è stato anche sentito dai magistrati napoletani, ieri ha commentato: Posso dire che sono sinceramente dispiaciuto per quanto accaduto agli amici e sono certo che riusciranno a dimostrare la loro innocenza. Un altro personaggio oltrepadano che, pur non essendo indagato, ricopre un ruolo fondamentale in questa vicenda è il geometra vogherese Sergio Fracchia. Titolare dell'immobiliare Altitalia, che tratta soprattutto case di lusso in Costa azzurra, amico di Marco Milanese dopo averne conosciuto l'ex moglie Anna Maria Taddeo durante alcune televendite su Antenna 3, Fracchia si occupa, in prima battuta, della villetta di Cannes messa in vendita dal deputato (ed ex colonnello della Guardia di Finanza) Milanese. Ma quando l'affare salta, e al "gruppo vogherese" Alpeggiani, Barbieri e Marchese, subentra un altro acquirente, l'immobiliarista continua a ricoprire – almeno secondo le carte dell'accusa – un ruolo di primo piano. Il 20 gennaio 2011, ad esempio, Fracchia riceve una telefonata da Guido Marchese. Il commercialista gli riferisce che Barbieri e Alpeggiani sono stati convocati in Questura per essere sentiti in veste di persone informate sui fatti. Poco dopo, in una telefonata tra Barbieri e Fracchia, l'immobiliarista gli dice di avere parlato con un certo "mister" (che secondo la Procura sarebbe Milanese) il quale aveva dato precise indicazioni su cosa rispondere nel caso venisse fatto riferimento a nomine di favore o ad altri piaceri ricevuti da lui in cambio delle citate operazioni finanziarie, invitandoli a negare in maniera assoluta. E il ruolo di "cerniera" tra il gruppo vogherese e il braccio destro di Tremonti viene ribadito, dai magistrati, anche più avanti. Ad esempio quando Milanese, parlando di Marchese, chiede a Fracchia di contattarlo e suggerirgli di telefonare da una cabina pubblica. Gli uffici milanesi di Altitalia vengono anche perquisiti, il 4 febbraio 2011, ma Fracchia non risulta iscritto sul registro degli indagati. La ragione risiede nel fatto che, a differenza di Barbieri e Marchese, nè Fracchia nè Alpeggiani risulterebbero avere avuto vantaggi illeciti dalla conoscenza con il deputato. Mentre è sempre Fracchia, parlando con Marchese, a dire (secondo l'accusa riferendosi a Milanese) Ha lasciato detto che si devono recuperare un cento di quei documenti che avevamo depositato. Per la procura, si tratterebbe di 100.000 euro pagati per ottenere, in cambio, nomine in società controllate dal Ministero del Tesoro. Secondo la difesa il riferimento a "quei documenti" sarebbe un po' fragile per sostenere l'accusa di corruzione. Anche se lo stesso Milanese, il 29 marzo, ha ammesso di avere personalmente segnalato i nomi di Barbieri e Marchese.