Nuova stazione, ipotesi zona ex Necchi
di Anna Ghezzi wPAVIA Il Comune cerca di accelerare sul Piano di Governo del territorio: terminare la procedura sulla valutazione ambientale strategica il 20 luglio per poi portare in Consiglio a settembre il documento che disegnerà la città nei prossimi cinque anni. Da lunedì comincerà il confronto con i partiti di maggioranza, Pdl, Lega, Fli, Rinnovare Pavia e Udc sul piano delle regole presentato l'altro ieri in giunta dall'assessore all'urbanistica Fabrizio Fracassi. E intanto ci si interroga sul progetto di spostare la stazione ferroviaria, contenuto nelle ultime pagine della proposta di documento di piano (consultabile su www.comune.pv.it). La nuova stazione. E' una proposta scritta nel documento di piano, ma non vi sono tracce di studi sull'impatto ambientale di tale scelta. Nel piano non c'è nemmeno l'indicazione di dove dovrebbe essere spostata, anche se in commissione consiliare è emersa la possibilità di una localizzazione nell'area industriale della Gramegna ex Necchi. Renato Bertoglio, di Legambiente, spiega: Ci sono indicazioni piuttosto nebulose, non approfondite sullo spostamento della stazione di Pavia, che non è nemmeno considerato nel Rapporto ambientale. Il documento di piano è il piano della città, vi devono trovare posto indicazioni, anche nella forma di proposte, ma non estemporanee esternazioni. Abbiamo chiesto spiegazioni – spiega l'ingegner Marco Pompilio – ma non abbiamo ottenuto precisazioni. Tanti cambiamenti. Rispetto a dicembre, quando sono stati pubblicati i documenti di piano, i progetti sono cambiati. Basti pensare alla strada di gronda tra il Bivio vela e l'ex Snia, il cui tracciato ora, secondo uno studio svolto dalla proprietà dell'area, è stato spostato verso l'area abitata e non passerà più nel parco del Ticino. E su alcuni punti la discussione è ancora aperta: dal raddoppio della tangenziale Est allo spostamento, appunto della stazione dei treni, fino alla tangenziale Sud con il quarto ponte sul Ticino verso Travacò, che terminerebbe nella foresta di pianura: Si tratta di progetti senza studi di fattibilità, senza valutazioni ambientali – attacca Bertoglio, Legambiente – se vengono incluse, sono opere di cui occorre conoscere l'impatto e l'utilità. Anche se le probabilità di realizzazione sono minime. Le modifiche dovranno essere contenute nei nuovi documenti di piano, di cui si attende la pubblicazione. Il ponte e i partiti. E' uno dei temi di cui si andrà a discutere – spiega il sindaco Alessandro Cattaneo – C'è chi non si vuole precludere questa possibilità per i prossimi vent'anni e chi invece sostiene che, senza risorse per realizzarlo, è inutile accendere la polemica e allungare i tempi. I partiti vorranno dire la loro probabilmente anche sullo sviluppo dell'area industriale verso il raccordo autostradale (dove si è pensata anche la ricollocazione della stazione) e le aree di completamento urbano, che il piano colloca in Borgo Ticino e verso il Chiozzo, nuovi assi di sviluppo della città. Discuteremo anche del metodo per rispondere a istanze e osservazioni, spiega Cattaneo. Sono più di 400 e attendono ancora di essere evase. Non è un piano che stravolge la città – assicura il sindaco che si prepara al confronto –. Stabilaimo egole per lo sviluppo armonioso della città, che non siano non troppo restrittive per non rendere la vita impossibile ai cittadini. ©RIPRODUZIONE RISERVATA