«Inizio con il botto, poi stop»

PAVIA A Pavia inizio dei saldi con il frno a mano sui consumi. Il primo giorno c'è stato l'assalto – racconta Massimo Grignani, titolare di Taverna – Poi il lavoro è ritornato quello normale. E non basta certo un giorno di venduto per salvare la stagione. Secondo il proprietario del negozio di articoli sportivi in Strada Nuova i saldi non sono più quelli di qualche anno fa: Prima le promozioni erano la salvezza – spiega Grignani – Fino ad ora invece la stagioneè stata negativa. Nuovi e vecchi problemi. Molti si sono lamentati perché non riescono a trovare parcheggio – sostiene il titolare di Taverna – Se la gente perde mezz'ora per trovare un posto la prossima volta andrà da un'altra parte. Da Cignoli la pensano allo stesso modo: Se uno viene da noi per spendere 20 euro di cravatta e si ritrova una multa da 40 è ovvio che non tornerà più a Pavia dice Erika Rinaldi, titolare dello storico negozio di abbigliamento . Nel punto vendita di corso Cavour ricordano i "buoni-parcheggio" ideati qualche anno fa: A chi acquistava qualcosa veniva dato un buono, e così non pagava il parcheggio spiega Alessandra Rinaldi. Le promozioni estive sono invece partite bene da Ghelfi: Tranne i giubbotti, tutto il resto lo stiamo vendendo bene – dice Alessandro Rinaldi – Sabato scorso è stata la giornata migliore. Nel negozio di abbigliamento di Strada Nuova si parte con promozioni del 30% che vengono mantenute nel tempo. Di solito è nel primo e nel secondo weekend di saldi che si fa il grosso del venduto - spiega Andrea Chinasi – Secondo me però quest'anno li hanno fatti partire troppo presto: il grosso dei costumi l'abbiamo venduto solamente con le promozioni. Anche da Cignoli si è lavorato molto sabato: Negli ultimi 15 giorni tutti quelli che entravano in negozio chiedevano soltanto quando sarebbero iniziati i saldi – spiegano nel punto vendita di Corso Cavour – Ma io li mettevo in guardia: da noi non funziona come in altri posti, dove da un giorno all'altro trovi le stesse cose a metà prezzo. L'ufficio studi di Confcommercio infatti ha calcolato che ogni famiglia italiana spenderà in media 274 euro in abbigliamento e calzature. Io ho comprato soprattutto scarpe, pantaloni corti e costumi - dice Valentina Bellani – In totale ho speso circa 150 euro. Io invece ho trovato soltanto questo paio di pantaloni – dice Simone Sala – E gli ho comprati anche se non erano in saldo. Gabriele Conta