Nubifragio, esclusi dai danni 4 comuni
Tra i Comuni esclusi dalla richiesta di stato di calamità naturale ci sono Rovescala e Montù Beccaria. Se questa esclusione c'è stata sarei molto sorpreso - spiega il sindaco Andrea Portinari - anche perché nessuno ci ha comunicato nulla. Il primo cittadino di Rovescala, eletto per la prima volta nel mese di maggio, ha presentato in Provincia tutta la documentazione. Le piogge di inizio giugno hanno arrecato parecchi danni, soprattutto alle strade di accesso ai fondi agricoli e al ponte di attraversamento sul torrente Marcinola. Attualmente quel passaggio è la via più comoda di comunicazione con San Damiano - precisa Portinari -. Il ponte non è del tutto inagibile, ma è veramente instabile. Certo, se fossimo esclusi dalla partecipazione ai contributi statali sarebbe un bel problema. A Montù Beccaria sono particolarmente sorpresi: Qui il nubifragio ha picchiato duro, non tanto per i danni all'agricoltura, che qui sono stati limitati, ma per le frane e per il torrente Versa che passa nel nostro Comune - sottolinea il sindaco Amedeo Quaroni - Abbiamo avuto una frazione isolata. I danni ci sono stati eccome,sarebbe ingiusto tagliarci fuori. CANNETO PAVESE Le esondazioni del Versa continuano a preoccupare diversi comuni della valle. E le prospettive per la bonifica del torrente non sono delle migliori considerando che, per ora, la Regione Lombardia ha deciso di stanziare solamente un milione di euro per la messa in sicurezza e la bonifica di argini e alveo del torrente. Abbiamo fatto una convenzione tra otto comuni della valle Versa: Canneto, Golferenzo, Montù Beccaria, Stradello, Portalbera, Montecalvo, Montescano e Santa Maria della Versa.- racconta Francesca Panizzari, sindaco di Canneto, Paese capofila dell'iniziativa - . La Regione ci ha aiutati a redarre uno studio idraulico e idrogeologico del Versa e dei suoi affluenti per studiarne le criticità e individuare le soluzioni. Lo studio è stato presentato ad aprile e la Regione ha deciso di stanziare in totale un milione di euro per le opere: Saranno appena sufficienti per pulire l'alveo e fare qualche intervento nei punti più critici, ma di certo non per risolvere la situazione definitivamente. Il secondo problema che lascia i comuni col fiato sospeso è quello relativo alle tempistiche: Per ora - prosegue Panizzari - stiamo attendendo che Regione Lombardia ci dia l'incarico di iniziare il progetto. Ma, visti i tempi burocratici per l'approvazione e la realizzazione delle opere, temiamo di dover subire altri danni prima di risolvere. (g.c.) SANTA MARIA DELLA VERSA Ventisei milioni e 300mila euro. A tanto ammontano i danni richiesti da agricoltori e Comuni colpiti dal nubifragio di domenica 5 giugno per i quai è stata avviata una pratica al ministero di dichiarazione di stato di calamità. Ma la segnalazione della Provincia viene parzialmente tagliata dalla Regione Lombardia che esclude dalla zona colpita i comuni di Cigognola, Montù Beccaria, Rovescala e Valverde. Il quadro della situazione descritto dai funzionari della Provincia è in alcuni casi molto preoccupante. Parte delle strade al servizio dei fondi agricoli risultano impraticabili ai normali mezzi agricoli o addirittura interrotte dalle frane. I canali di scolo delle acque superficiali - scrivono le tecniche provinciali Alessandra Mogliati, Tiziana Pertusi e Dunia Sodi - hanno subito ingenti danni causati dall'ostruzione degli stessi, dovuta al deposito di detriti e vegetazione portati dalla forza dell'acqua. L'impraticabilità delle strade interpoderali rendono inaccessibili i vigneti per effettuare i necessari trattamenti. Sulla base delle schede presentate dai Comuni interessati il danno alle infrastrutture agricole, intese come canali di scolo delle acque e strade interpoderali, è statao stimato in 14 milioni e 300mila euro. Non tutti si lamentano per l'esclusione dall'elenco regionale. Noi abbiamo chiesto un contributi alla Regione per il primo intervento che abbiamo dovuto gestire con l'esondazione dello Scuropasso - dice il sindaco di Cigognola Rosanna Rovati -. Riteniamo che i risarcimenti vadano riconosciuti in modo consistente agli agricoltori delle zone colpite, che sono veramente in ginocchio. Questa affermazione è - di fatto - condivisa dalla Provincia, i cui tecnici stimano che alcuni vigneti non siano più recuperabili in alcun modo. I fenomeni meteorologici dei primi giorni di giugno hanno causato danni ai vigneti molto rilevanti. In alcuni casi i vigneti non sono più recuperabili se non con i radicali interventi di espianto e successivo reimpianto. Molte aziende vinicole - secondo la Provincia - hanno subito danni di tale portata che nei prossimi anni non saranno in grado di produrre, dovendo espientare completamente i vigneti e aspettare la produzione di quelli nuovi. Pur non potendo, in questa fase, quantificare ulteriori danni economici - scrivono i tecnici - le aziende che hanno vigneti colpiti dai fenomeni di cui sopra, subiranno un ulteriore danno economico dovuto al mancato raccolto, non solo di quest'anno ma, in alcuni casi, anche nei prossimi. (c.e.g.)