Furti in chiese, quattro arresti

di Maria Fiore wPAVIA Quella raffica di furti, cominciata a dicembre del 2009, avevano messo a nudo la vulnerabilità delle chiese di Pavia. E spinto i parrocchiani a chiedere telecamere e sistemi di sicurezza perché quei luoghi sacri non fossero più violati. Dal primo colpo, compiuto nella chiesa di San Francesco, da cui erano stati asportati quattro candelabri d'argento del '700, le indagini per rintracciare i ladri d'arte non si sono mai fermate. E ieri sono state notificate le prime ordinanze di custodia cautelare. Quattro persone, tra cui due commercianti d'arte, sono stati arrestati per accuse che vanno dal furto alla ricettazione. L'ordinanza ha raggiunto in carcere (dove sono rinchiusi per altri motivi) Carlo Arnaldo Costan, milanese di 66 anni, e Massimo Tufariello, milanese di 43 anni. Ai domiciliari due antiquari: Roberto Giusti, di 63 anni, e Giovanna Brasca, 65 anni, di Milano. Secondo l'accusa, ora da provare, i primi due avrebbe materialmente commesso 14 furti nelle chiese di tutta la Lombardia, Pavia compresa, mentre i secondi avrebbero acquistato la merce, che sarebbe stata rivenduta a un costo più basso del suo valore. Buona parte degli oggetti rubati, quasi tutti catalogati dalla soprintendenza ai beni culturali, sono stati però recuperati. L'inchiesta che ha portato agli arresti è stata condotta dai carabinieri del Nucleo tutela patrimonio artistico di Monza ed è stata guidata dal magistrato della procura di Pavia Paolo Mazza. Le indagini, ancora in corso, sono state fatte soprattutto attraverso intercettazioni telefoniche. I carabinieri di Monza (che hanno la competenza per tutta la Lombardia) sono partiti proprio dal furto della chiesa di San Francesco a Pavia e poi hanno allargato le verifiche. Si sono concentrati su alcune persone che erano già nel mirino per reati analoghi e le hanno seguite per mesi. Attraverso le telefonate, i carabinieri hanno ricostruito i collegamenti tra chi avrebbe eseguito i colpi e chi avrebbe acquistato la merce. In alcune chiese i ladri d'arte sono stati anche ripresi dalle telecamere. La procura di Pavia, guidata da Gustavo Cioppa, ha poi tirato le somme. Nell'elenco dei furti, oltre a Pavia, c'è anche la chiesa di Sant'Ambrogio a Vignate (in provincia di Milano), Sant'Alessandro a Solbiate (Como) e la chiesa della Beata Vergine di Sondrio. A Pavia, oltre al furto di San Francesco, quando furono presi i quattro candelabri dall'altare della Madonna, dove si trovavano da due secoli, sono in corso gli accertamenti per capire se è possibile attribuire alla stessa presunta banda di ricettatori anche il furto del Bambino Gesù, staccato dalla statua della Madonna del rosario a San Michele, e il Cristo ligneo del Settecento rubato nella chiesa di San Luca. Furti dalla modalità comune: nessun segno di scasso e compiuti in pieno giorno da professionisti. Che, prima di entrare in azione, facevano dei sopralluoghi nei luoghi di culto, per verificare che non vi fossero telecamere o altri sistemi di allarme. Poi agivano. Pochi minuti per prendere oggetti antichi e di valore. ©RIPRODUZIONE RISERVATA