Il Pd salva le Province Di Pietro: «Traditori»
ROMA La Camera dice no alla proposta di legge dell'Italia dei Valori sulla soppressione delle Province e si scatena lo scontro tra Di Pietro e Pd. Il motivo: l'astensione dei Democratici. Più in dettaglio, l'aula ha respinto innanzitutto il mantenimento del primo articolo del testo, quello che cancellava le parole le province dal Titolo V della Costituzione. Poi, è stata bocciata l'intera proposta di legge dell'Idv. La maggioranza era contraria anche se 43 deputati del Pdl si sono astenuti, ma a scatenare la furia di Di Pietro è stata l'astensione Democratica. Si è verificato un tradimento generalizzato degli impegni e dei programmi elettorali fatti da destra a sinistra - ha attaccato Di Pietro - Tutti hanno fatto a gara nel far sognare gli italiani sul fatto che si sarebbe tagliata la "casta" eliminando le province e poi non hanno mantenuto gli impegni. In aula si è verificata una maggioranza trasversale: la maggioranza della "casta". La proposta era sponsorizzata, oltre che dll'Idv anche da Udc, Api e Fli. Mi dispiace molto perché il Pd ha perso l'occasione per fare una cosa saggia, visto che se avessero votato a favore il governo sarebbe andato in minoranza, ha aggiunto il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini. Dal Fli è arrivata poi l'attacco di Enzo Raisi: Ancora una volta l'asse conservatore del Paese, Pd, PdL e Lega, ha bocciato in Aula la norma che prevedeva l'abolizione delle province, questo a dimostrazione che, al di là dei programmi demagogici, quando si tratta di posti di potere da conservare forze teoricamente distinte e distanti si ritrovano unite. Il segretario del Pd Pier Luigi Bersani ha subito risposto: Non ci facciano per favore tirate demagogiche, noi abbiamo una nostra proposta che prevede di ridurre e accorpare le province ma bisogna anche dire come si fa, perché le province gestiscono un certo numero di cose importanti, come ad esempio i permessi per l'urbanistica. Ma ecco come è andata. Per il Pd non è stata una scelta facile e ne è uscito diviso. Esponenti di diverse anime del partito hanno preso la parola per sostenere la necessità di schierarsi con l'Idv e il Terzo Polo nonostante la proposta dei Democratici sia quella dell'accorpamento e non della soppressione delle Province. Ad esempio l'ex segretario Walter Veltroni ha chiarito subito che si sarebbe rimesso alla decisione del gruppo, ma non ha mancato di mettere in guardia sull'inopportunità in questo momento di votare con Pdl e Lega. Alla fine è prevalsa la linea intermedia: un'astensione, con il proposito di mandare avanti una riforma. Così l'emendamento è stato bocciato con 225 voti contrari. I sì sono stati 83 e 240 gli astenuti.