I no Tav respingono le accuse: torneremo
di Milena Vercellino wTORINO Il day after della lunga giornata della lotta No Tav spunta da una notte di quiete dopo la battaglia. Dopo una domenica di rivolta, il silenzio è tornato a scendere sulla Val di Susa: il fragore insistente dello scoppio dei lacrimogeni e le scene di guerriglia nei boschi intorno al cantiere dell'alta velocità hanno lasciato il posto ad un lunedì operoso. Già nelle prime ore del giorno gli operai delle aziende appaltatrici sono tornati al cantiere per proseguire i lavori, e l'autostrada A32 che percorre la valle è stata riaperta dopo la chiusura di domenica. A valle, nei pressi della centrale idroelettrica, teatro domenica di un prolungato assedio da parte dei manifestanti, i comitati No Tav si sono messi all'opera per allargare il presidio su un terreno privato sulle sponde del fiume Dora. Qui nel pomeriggio hanno tenuto un'animata conferenza stampa per contestare chi ha descritto la giornata di domenica come una guerra di movimento dei black bloc e per far vedere la Val Susa come un luogo di violenti. Si è parlato di black bloc ma non esistono - ha detto Lele Rizzo, uno degli esponenti del movimento - C'era gente della Valle, persone con caschetti e maschere antigas che hanno voluto difendersi in questo modo dopo quanto avvenuto lunedì scorso. Abbiamo deciso di assediare il cantiere, a modo nostro, quello della resistenza popolare. Si è inventato lo spauracchio black bloc perché non ci si vuole arrendere all'idea di una valle che resiste, ha aggiunto. E proprio nell'area del nuovo presidio sarà organizzato dal 10 al 30 luglio un campeggio No Tav. Tra le altre iniziative all'orizzonte, una possibile manifestazione in occasione della riunione della conferenza intergovernativa di domani a Roma ed un corteo a Torino nei prossimi giorni. Ma la giornata di ieri è stata anche punteggiata da episodi che riportano al clima di tensione del giorno precedente: nel primo pomeriggio è esploso un camper parcheggiato sotto il viadotto Clarea, mentre la mattina il sindaco di Chiomonte, favorevole alla Tav, ha trovato un sacchetto riempito di pietre davanti alla sede degli uffici dell'azienda di cui è titolare. Intanto, il bollettino di guerra degli scontri continua a crescere. Sono oltre 400 i feriti della battaglia di Chiomonte, di cui 204 tra le forze dell'ordine - nessuno in gravi condizioni - e 223 tra i manifestanti. Le manette sono scattate ai polsi di quattro attivisti No Tav, con imputazioni di resistenza a pubblico ufficiale, violenza e lesioni. ©RIPRODUZIONE RISERVATA