Santa Maria della Versa L'unica scuola che cresce

di Carlo E. Gariboldi wSANTA MARIA DELLA VERSA I tagli della scuola colpiscono ovunque, ma in un clima generale di ristrettezze e cure dimagranti, c'è chi riesce a crescere e aprire nuove sedi. E' il caso dell'istituto comprensivo di Santa Maria che da settembre avrà una scuola d'infanzia - a Pietra de' Giorgi - e 104 alunni in più. E' il risultato di una scelta precisa - racconta il dirigente scolastico Angelo Capittini, che da 20 anni è a Santa Maria -. Io ho lottato contro la chiusura delle sedi più piccole. A tutti i costi. Abbiamo fatto anche le pluriclassi, l'importante era non chiudere. E i risultati sono arrivati: in val Versa oggi ci sono 18 sedi scolastiche. Quando sono arrivato, 20 anni fa, qui c'erano duecento alunni e oggi sono 956, l'ultimo si è aggiunto questa mattina. Il trend demografico non è in ascesa - salvo in qualche paese e grazie all'arrivo di immigrati stranieri - ma molti genitori che vivono nel fondovalle, a Stradella e nel Bronese, preferiscono iscrivere i figli in piccoli istituti, dove vengono seguiti meglio. Faccio l'esempio della scuola media di Montù - riprende Capittini - che avrebbe dovuto essere chiusa: quest'anno avrà una sezione in più. I nuovi iscritti vengono quasi tutti dalla pianura. E vengono perché sanno che i nostri ragazzi sono seguiti bene e da vicino. A Santa Maria hanno accettato anche di fare le pluriclasse, pur di mantenere la presenza scolastica. E' il caso di Rovescala dove ci sono 35 alunni per i cinque anni delle elementari e di Pometo, la frazione di Ruino dove gli alunni sono 39. Posso garantire che la preparazione di questi ragazzi non è inferiore a quella delle classi normali - spiega la professoressa Raffaella Bono, che insegna matematica e scienze - quando vanno alle medie non hanno problemi di alcun tipo. Le insegnanti, che ieri mattina erano riunite a scuola per concordare le linee didattiche dell'anno scolastico che inizierà a settembre, parlano di scuole vicine alle famiglie, ma esigenti. La serietà, più che la severità, è importante, spiega una maestra. Quest'anno i bocciati alle medie sono stati 17 su 309, distribuiti in quattro sedi (Santa Maria, 116 studenti; Montù Beccaria, 100; Canneto, 60; Pometo, 23). Se i ragazzi non sono preparati, non li mandiamo avanti - dice Capittini - è meglio una bocciatura subito, che trascinare le lacune per anni. Anche qui in valle Versa il problema della presenza di alunni stranieri è rilevante. Oggi sono circa 250, più di un quarto del totale. In molti casi gli stranieri hanno anche migliori risultati rispetto agli italiani - riprende Raffaella Bono, che con Isabella Gay da quest'anno collabora anche nella gestione delle scuole -. Per gli extracomunitari abbiamo un percorso di inserimento preciso, grazie a un insegnante che si occupa in particolare di questo. Gli stranieri sono soprattutto albanesi, romeni e moldavi. Tra loro, poi, i ragazzi si aiutano molto: c'è chi, nei primi periodi, fa la traduzione simultanea ai coetanei. C'è una grande solidarietà. Anche qui manca personale non docente: Avremmo bisogno almeno di un bidello in più - prosegue Capittini -, poi potremmo essere soddisfatti, anche grazie all'attenzione che i Comuni del territorio garantiscono alle strutture. Per i Comuni sono spese importanti - spiega Paolo Lacchini, sindaco di Santa Maria della Versa -. Ogni anno solo di riscaldamento spendiamo tra i 25mila e i 30mila euro. E il ministero paga i Comuni una cifra fissa per ogni alunno, sia che ci sia o non ci sia la scuola. E noi, da quest'anno, abbiamo anche il nido. Garantendo l'assistenza ai bambini da 6 mesi a 14 anni. ©RIPRODUZIONE RISERVATA