Podisti, la corsa non è più libera

Non si sa come andrà, ma già solo leggendo la lettera uno si sente in colpa. Il Comitato regionale della Federazione ha inviato ad alcuni podisti pavesi una raccomandata per informarli che sono convocati dal giudice unico regionale supplente Luigi Fazzo perché deferiti dal procuratore federale Vincenzo Loffredi. Gli atleti pavesi sono accusati di aver partecipato a una manifestazione svoltasi a Voghera, una corsa podistica competitiva riservata agli atleti tesserati Uisp ed enti convenzionati, il 15 aprile scorso. La gara, organizzata dall'Atletica Pavese, non era stata autorizzata dalla Fidal e quindi l'aver partecipare significa per un tesserato aver violato le norme dello statuto federale (articolo 1) e del regolamento di giustizia, in quelle parti in cui si parla di lealtà e correttezza sportiva. La raccomandata ricevuta in questi giorni da alcuni podisti pavesi si conclude così: Si invitano gli incolpati a munirsi di difensore di fiducia, nonché ad esercitare tutti i diritti di difesa previsti dal regolamento di giustizia. E pensare che volevano solo farsi una corsetta. (g.c.) PAVIA La Fidal vieta ai suoi tesserati di partecipare alle corse Uisp e da settembre la Uisp obbligherà tutti i podisti al via a sborsare dieci euro e prendere il tesserino: Il tesserino durerà un anno – spiega il delegato provinciale Uisp, Gianni Tempesta – e si potrà richiederlo anche un paio di giorni prima della gara. Facendo questa tessera, gli atleti potranno scegliere se associarsi a una squadra o no, e i soldi andranno interamente alla Uisp. Abbiamo preso questa decisione – sostiene Tempesta – per non creare disagi ad atleti con altre tessere. Il riferimento è alle recenti (e durissime) prese di posizione della sezione lombarda della Federazione italiana di atletica leggera. Nei giorni scorsi infatti alcuni tesserati Fidal hanno ricevuto una raccomandata dal comitato regionale con cui li si invita a presentarsi a Milano davanti al giudice sportivo. La loro colpa? Aver partecipato a una gara non autorizzata dalla Fidal (vedi box). Ma a quali conseguenze potrebbero andare incontro questi atleti? E' difficile dirlo – sostiene Claudio Baschiera, referente Fidal per gli amatori –. Si potrebbe andare dal semplice ammonimento alla sospensione. Tutto nasce da una convenzione sottoscritta da Fidal e Uisp nel 2005, e che in molti punti lascia spazio a interpretazioni differenti. Ognuno la intende come meglio crede – sottolinea Baschiera – ma una cosa è sicura: gli atleti tesserati Fidal non possono partecipare a gare organizzate dagli enti di promozione, a meno che non siano state autorizzate dalla Federazione. L'anno scorso provvedimenti analoghi erano già stati presi in Piemonte: I tesserati Fidal non possono partecipare a gare non approvate dalla Federazione – si legge in una comunicazione della sezione piemontese –, possono tesserarsi alla Uisp, ma rispettando le disposizioni della Fidal. Questo significa che anche se prenderanno il tesserino della Uisp, gli atleti Fidal che partecipano alle gare indette dagli enti di promozione sportiva potranno essere sanzionati. Questa regola potrebbe ridurre il numero dei partecipanti a molte competizioni visto che circa la metà delle gare organizzate in provincia sono Uisp. Per come la vedo io se c'è una gara vicino a casa voglio potermi infilare i calzoncini e correre, senza perdermi ogni volta nei cavilli burocratici dice Giampietro Boscani, atleta master della Cento torri. Questi divieti hanno già prodotto risultati negativi dove sono stati applicati: In Piemonte – sottolinea Boscani – la Fidal ha già perso il 40% degli iscritti. In provincia di Pavia la Uisp prevede un aumento delle iscrizioni pari a 70 podisti, un incasso netto per l'ente nazionale e forse, dal 2012, un entrata in meno per la Fidal. Gabriele Conta