I papabili per il ministero della Giustizia

Riparte il "toto-nomine" su chi prenderà il posto di Alfano al ministero della Giustizia. I nomi che circolano sono tanti, ma è probabile che il nome del vero candidato uscirà fuori solo dopo l'estate, perchè Alfano potrebbe non rassegnare tanto presto le sue dimissioni da Guardasigilli visto che c'è ancora da completare l'iter legislativo del Codice antimafia. I più papabili vengono giudicati Anna Maria Bernini, avvocato civilista e professore di Diritto Comparato; Donato Bruno, già presidente della commissione Affari Costituzionali della Camera; Francesco Nitto Palma, magistrato di lungo corso ora sottosegretario all'Interno; Paola Severino, avvocato penalista, difensore, tra gli altri, di Berlusconi e del sottosegretario alla Giustizia, Giacomo Caliendo. Ma nel Pdl però si fanno anche i nomi di Maurizio Paniz, il penalista che riuscì a far votare l'Aula di Montecitorio sul fatto che il premier credeva davvero che Ruby fosse la nipote di Mubarak, e di Enrico Costa, anche lui avvocato di Cuneo e attuale capogruppo del Pdl in commissione Giustizia di Montecitorio. Perde quota invece la candidatura, di cui si era parlato qualche tempo fa, di Roberto Castelli (Lega), ora viceministro ai Trasporti ed ex Guardasigilli. E nei giorni scorsi era circolato con una certa insistenza anche il nome di Augusta Iannini, capo dell'Ufficio legislativo di Via Arenula e moglie di Bruno Vespa.