Elio, il mattatore folle «Dopo Gian Burrasca sono pronto per la tv»
PAVIA E' difficilissimo fare un riassunto di tutte le cose che ha fatto Elio con le sue Storie Tese. Canzoni, concerti, televisione, teatro, opera lirica, satira. E ora il "Gian Burrasca", in scena questa sera alle 21 al Teatro Dal Verme di Milano. L'evento si colloca all'interno della rassegna culturale e artistica "Milanesiana", ormai da anni compagna delle estati milanesi. La regia è affidata a Lina Wertmüller, già regista del famosissimo sceneggiato televisivo degli anni Sessanta con Rita Pavone. Proprio da qui Elio parte per raccontare sè stesso e il suo lavoro. Ha conosciuto Lina Wertmüller nel 2001 recitando in "Storia d'Amore e d'Anarchia". Com'è nata l'idea di Gian Burrasca? Sì, ci siamo frequentati in quel periodo. Io sono una persona molto curiosa, quindi mi sono fatto raccontare la sua vita. Lina è famosa per i suoi film, soprattutto, ma svolge anche altre attività: è autrice di libri, per esempio. E poi mi ha raccontato che nel 1964, per la Rai, insieme a Nino Rota, aveva realizzato questo sceneggiato. Mi ha anche raccontato che ha scritto le canzoni per tre giorni e tre notti. Quindi, quando ho scoperto che lei era autrice della famosa "Pappa col pomodoro", non ho saputo resistere. E poi mi piace molto Rota, lo ritengo uno fra i migliori compositori italiani. E quando è nata questa idea? L'anno scorso, e ho deciso di condividerla con Lina Wertmüller. Lo spettacolo viene definito "musical", ma lo è? No, non si può definire un musical, perché è nato dalla mia voglia di cantare queste canzoni. Visto che realizzare uno spettacolo solo di canzoni era di difficile attuazione, abbiamo pensato di accompagnarlo con delle letture. Lei si sente Gian Burrasca? Sinceramente no. In realtà io interpreto tutti i personaggi, non solo Gian Burrasca. Gian Burrasca svela che il mondo degli adulti è costruito sulle menzogne, la pensa anche lei così? Sì, penso di sì. Credo che oggi, in Italia, la menzogna regni quasi incontrastata. Siamo governati dai re delle menzogne. Non tutti possono interpretare Gian Burrasca. Cosa avete in comune lei e Rita Pavone? Abbiamo in comune il fatto di cantare bene. A me Rita Pavone è sempre piaciuta tantissimo. E l'ho apprezzata ancora di più perché è riuscita ad interpretare benissimo queste canzoni. Sono brani per niente facili, che risultano complicati, difficili. Quali libri l'hanno formata? "I ragazzi della via Pál", tra i preferiti da mio papà, e le opere di Jules Verne, che mi piacevano e mi piacciono tanto. Che rapporto ha con Milano e più in generale con l'Italia? Amo sia Milano che l'Italia, e vorrei che venissero trattate meglio. In particolare Milano è la città dove sono nato, dove sono cresciuto e dove abito. E' dove sono nati Elio e le Storie Tese. Anche la mia partecipazione alla "Milanesiana", è un tributo a questa città a cui sono molto legato. Come ha interpretato il fatto che i festeggiamenti per i 150 anni dell'Unità d'Italia siano stati così sentiti dai cittadini? In tanti hanno partecipato alle celebrazioni, ma questi festeggiamenti sono stati poco sentiti dai politicanti. Io avevo scritto un'opera lirica con Nicola Campogrande, che avrebbe dovuto essere rappresentata il 17 marzo, ma poi qualcuno è intervenuto, e non s'è più fatto nulla. Però "La terra dei cachi" è stata cliccatissima su youtube il 17 marzo... Sì, il male di Elio e le Storie Tese è di essere stati sempre in anticipo con i tempi. Come passerà l'estate? In giro con Gian Burrasca e in tournée con Elio e le Storie Tese: siamo appena tornati da Napoli e il 10 saremo a Pontenure (Piacenza). Poi ancora Verona, Padova.... La rivedremo ad X-Factor? E' un mistero. Mi avevano fatto delle proposte, poi c'è stato l'annuncio di Simona Ventura a Sky e non mi hanno più contattato. Le piacerebbe rifarlo? Sarebbe interessante rifarlo con Morgan. Micol Usardi