Rapinatore condannato Farà il volontario Caritas

Lavorare per gli altri e mitigare la pena. Un'opportunità introdotta con una legge del 2010 e ancora poco utilizzata che consente, per alcuni tipi di reati, di ottenere sconti o la sospensione condizionale accettando di svolgere lavori socialmente utili. Le prime applicazioni in provincia di Pavia sono legate a condanne per guida in stato di ebbrezza. Una donna, fermata ubriaca al volante, ha accettato di prestare servizio al Pertusati per imboccare gli anziani ricoverati. E un giovane di 28 anni ha tenuto, due ore ogni sera, corsi di alfabetizzazione al computer. di Maria Grazia Piccaluga wPAVIA Una sera di dicembre dello scorso anno aveva puntato una pistola giocattolo alla cassiera di un supermercato, all'ora di chiusura, per farsi consegnare l'incasso. Era stato disarmato dalla stessa dipendente. Ora A. P., 39 anni, di Vidigulfo ha ottenuto di tramutare il suo errore in un'occasione per fare del bene: tre volte a settimana, per sei mesi, farà il volontario alla Caritas diocesana di Pavia. Distribuirà i pacchi alimentari ai poveri che si presentano alla sede di via XX Settembre. Un lavoro, a titolo gratuito, che gli permetterà, una volta che la sentenza sarà passata in giudicato, di beneficiare della sospensione condizionale della pena. Ieri mattina A.P., accompagnato dalla madre e dal suo difensore, l'avvocato Carlo Melotti, si è presentato in aula, al secondo piano del Palazzo di Giustizia, per rispondere dell'accusa di tentata rapina. Ed è stato condannato a un anno e otto mesi di reclusione, oltre al pagamento di 400 euro. Pena sospesa grazie alla sua disponibilità ad accogliere la proposta del giudice, Anna Maria Oddone. L'uomo, la sera del 27 dicembre del 2010, si è calato un cappellino con la visiera sugli occhi ed è entrato nel supermercato "Il Pellicano" di Santa Corinna, frazione di Noviglio. Era l'ora di chiusura, le 19.35 . A.P. ha raggiunto una delle due casse e intimato alla dipendente: Dammi i soldi. Minacce accompagnate da una pistola puntata. Evidentemente un'arma giocattolo, di plastica, senza il tappino rosso. Ma la donna non si è scomposta e ha opposto un secco e inatteso rifiuto. La tentata rapina ha preso una piega imprevista e l'uomo ha cercato allora di infilare goffamente una mano nel cassetto per sottrarre almeno una manciata di banconote. Ma anche quella mossa maldestra è stata arginata dalla cassiera che l'ha disarmato e gli ha afferrato la mano con i soldi. Ad A.P. non è rimasta che la fuga. E' uscito nel piazzale del supermercato ma il trambusto e le grida della dipendente avevano attirato l'attenzione del titolare del negozio che si è precipitato all'esterno e ha bloccato il rapinatore. L'uomo ha farfugliato qualcosa, si è giustificato dicendo di avere una moglie malata e di essere in difficoltà economiche. I due sono stati raggiunti dai carabinieri e dalla commessa che confermana che dalla cassa non mancava nulla. E anche ieri il suo difensore ha fatto leva sulla ricostruzione dei fatti, sulle modalità del colpo che fanno di A.P. un rapinatore goffo e sprovveduto più che un delinquente incallito, nonostante avesse una precedente condanna.