Costi della politica, scontro sui tagli
di Alessandro Cecioni wROMA Una manovra da buon padre di famiglia, condivisa da tutti, sulla quale ci si apre a una discussione con l'opposizione, ma alla fine sarà messa la fiducia. Una finanziaria da 47 miliardi (ma solo 1,5 sono da trovare quest'anno). Abbiamo tenuto fede a un nostro impegno di non gravare con misure che altri stati hanno dovuto assumere. Qualche cosina è stata attuata. Il bollo auto non è stato aumentato, ma per le grandi auto, quelle di cilindrata molto elevata ci sembrava logico. Quindi il bollo aumenta. I duellanti Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti si presentano insieme in sala stampa, come a sancire una tregua inevitabile. Dietro si lasciano un paio di ore di discussioni violente, con Tremonti che alla fine sui costi della politica deve abbozzare. Non si può chiedere senza dare – dice il ministro dell'Economia – abbiamo deciso di omologare i costi della politica italiani a quelli europei. Ci sarà una commissione affidata al presidente dell'Istat, i cambiamenti entreranno in vigore nella prossimna legislatura. Che è un po' come dire finché c'è questo governo i privilegi non si toccano. Berlusconi continua a riappattumare maggioranze – dice Pier Luigi Bersani, segretario del Pd – mentre l'Italia va da un'altra parte. E' in atto un divorzio di una parte significativa dell'elettorato di centrodestra e queste misure certo non serviranno a ricomporlo. Bersani dice anche altro: E' una manovra solo depressiva, noi siamo responsabili sì, ma non siamo matti, noi questa minestra non la mangiamo. Pier Ferdinando Casini va giù duro: E' una manovra profondamente sleale e anche stupida, ma i mercati non sono stupidi. E' una manovra che alzerà le tasse. C'è un governo che sostanzialmente non ha fatto nulla in tre anni e non farà nulla. Per Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti per ora tutto è stato fatto o quasi. Il decreto legge, la manovra, insomma, tende a ridurre il deficit da qui al 2014 con un leggero intervento anche quest'anno. E Tremonti spiega: Il grande passaggio di questa settimana è doppio: il nuovo modello contrattuale e il pareggio di bilancio. Chiunque si troverà qui nel 2013-14 dovrà fare questo e non ha alternative. Questo: 1 miliardo e mezzo di correzione quest'anno, 5,5 nel 2012 e 20 miliardi nel 2013 e nel 2014. Tremonti ci aggiunge del suo: Ci hanno accusato di dare un significato elettorale, ma a Bruxelles non c'è scritto anno elettorale, c'è solo scritto 2013, 2014. E' stato fatto un buon lavoro, siamo soddisfatti, dice il ministro della Semplificazione Roberto Calderoli, Lega. Il pareggio di bilancio non è solo questione contabile, ma obiettivo politico sul quale sono tutti d'accordo, chiosa Tremonti. ©RIPRODUZIONE RISERVATA