Rifiuti, il governo si spacca sul decreto

di Maria Rosa Tomasello wROMA La maggioranza va in frantumi sui rifiuti di Napoli. Indebolito da mille tensioni, il governo vara un decretino che passa in Consiglio dei ministri col voto contrario della Lega, mentre Umberto Bossi ribadisce che la monnezza non finirà a Nord e manda a dire al presidente Giorgio Napolitano che aveva chiesto soluzioni: Il problema dei rifiuti l'abbiamo già risolto una volta. Ci sono ancora? Vuol dire che a Napoli non imparano la lezione. In tre articoli, la Campania viene autorizzata, in deroga, a esportare fuori regione i rifiuti e senza il parere della Conferenza Stato-Regioni, a patto che abbiano come destinazione prioritaria i territori limitrofi. Vengono ampliati inoltre i poteri dei commissari nominati dal presidente della Regione Campania per i siti di conferimento locale. E' il massimo sforzo che si può fare oggi commenta il premier Silvio Berlusconi parlando con i rappresentanti degli Enti locali, ai quali annuncia un piano straordinario da presentare entro un mese, per la realizzazione di impianti per ripulire la città, e assicura il suo impegno personale. Il decreto è giusto, la Lega ha sbagliato a non votarlo reagisce il ministro Mara Carfagna, mentre per il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo sono stati rimossi gli ostacoli al trasferimento dei rifiuti fuori regione. Ma il provvedimento, bocciato dalle Regioni perché non risolve il problema e dall'opposizione perché frutto di un esecutivo sotto ricatto (Una frittata di portata rilevante lo liquida il segretario del Pd Pierluigi Bersani), potrebbe incagliarsi in Parlamento. Se, come pare, il no della Lega è stato concordato per garantire a Bossi e ai suoi di salvare la faccia davanti agli elettori, il governo rischia infatti di cedere alla prova dell'aula, dove le truppe del Senatùr potrebbero confermare il voto contrario. Il soccorso arriva addirittura in anticipo dall'opposizione: La Lega è irresponsabile, ma l'opposizione non può giocare allo sfascio e lo voteremo annuncia il leader dell'Udc Pierferdinando Casini. Ma se pure sopravvivesse, resta da capire quale sia l'utilità del provvedimento rispetto all'emergenza napoletana. Il presidente della Campania Stefano Caldoro non ha dubbi: Non consente di superare le difficoltà di questi giorni dice, sottolineando: Sarebbe stato preferibile dare più poteri ai sindaci. Meno diplomatico il sindaco Luigi De Magistris: Deludente e pilatesco: gli accordi bilaterali esistevano già prima, quindi non si risolve nulla dice, attaccando Bossi: Le affermazioni del ministro sono politicamente inaccettabili e personalmente indecenti. I governatori, che si riuniscono dopo il consiglio dei ministri per esaminare il documento, confermano il giudizio negativo: Non si risolve nella sostanza il problema dice il presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani. Servono invece procedure certe per aprire nuove discariche e poteri speciali ai sindaci. Questa è una emergenza nazionale che interessa tutte le istituzioni della Repubblica dice Errani, che definisce premature ipotesi sulle disponibilità delle regioni. E mentre un'apertura arriva dal Molise (ma solo se i rifiuti saranno equamente ripartiti tra le regioni), Luca Zaia dichiara indisponibile il Veneto e il presidente del consiglio regionale lombardo Davide Boni avverte: Da noi neppure un sacco. Il Pd, con Stella Bianchi, definisce il decreto inutile: Il governo scansa i problemi e lascia gli altri a gestire i suoi fallimenti. Siamo in presenza del fantasma della maggioranza: la sbandierata coesione del governo si infrange di fronte ai ricatti leghisti dice Roberto Menia, coordinatore di Fli, mentre Italo Bocchino parla del voto leghista come di un atto anti-nazionale, egoista e becero. Per Leoluca Orlando, portavoce dell'Idv, mentre la Lega insulta Napoli, il governo dimostra la sua incapacità, scaricando sulle Regioni di buona volontà un'emergenza nazionale. ©RIPRODUZIONE RISERVATA