Londrosi, l'accusatore «Troppi 8 mesi a Zanchi»
di Luca Simeone wPAVIA Gli otto mesi di inibizione affibbiati ad Alessandro Zanchi dalla Commissione disciplinare hanno sorpreso anche Massimo Londrosi, cioè proprio colui che aveva innescato il deferimento dell'amministratore delegato del Pavia. Sono stupito, mi sembra un verdetto molto pesante, dice Londrosi, tra l'altro ex ds azzurro (oggi al Casale). Che spiega come in maggio aveva chiesto alla procura federale della Figc di fermare il procedimento a carico di Zanchi per le frasi ingiuriose e le minacce ricevute in tre sms: Il 10 maggio ho ricevuto da Zanchi una lettera di scuse, nella quale spiegava il contesto in cui aveva scritto quelle frasi – dice Londrosi – scuse che io ho subito accettato, tanto che quattro giorni dopo ho trasmesso copia della lettera alla procura, invitandola a non procedere più perché mi ritenevo moralmente soddisfatto. Ma evidentemente l'esposto alla procura federale non è come una querela (che può essere rimessa, interrompendo così il procedimento), e quindi il 20 maggio è scattato il deferimento, fino alla dura sentenza di martedì: 8 mesi di inibizione all'ad del Pavia e 7.000 euro al club per responsabilità oggettiva. La procura di mesi ne aveva chiesti addirittura 18 e di euro di ammenda 15.000. Una sentenza contro la quale Zanchi e il Pavia ricorreranno in Corte federale con l'assistenza dell'avvocato Edoardo Chiacchio. I fatti oggetto della sentenza risalgono al settembre scorso: Pasquale Gigliotti, ex collaboratore del Pavia, chiede al club di via Alzaia di presentare una domanda perché possa partecipare al corso di Coverciano per direttore sportivo. Zanchi fa presente che lui stesso ha intenzione di partecipare al corso, e che di domanda il Pavia ne potrebbe presentare una sola, ma si impegna comunque a presentare la richiesta anche per Gigliotti, a patto che in caso ne venga ammessa solo una sarà la sua. Succede però che nella richiesta dell'ad del Pavia ci siano degli errori (a quanto pare sanabili) che portano alla sua esclusione, mentre è ammessa la domanda di Gigliotti. A quel punto Zanchi chiede a Gigliotti di farsi da parte, ma ottiene un rifiuto, comunicato da Londrosi (Gigliotti nel frattempo era passato al Casale). La reazione di Zanchi è veemente, partono telefonate e sms dai contenuti pesanti contro Gigliotti e Londrosi. Quest'ultimo invita Gigliotti a fare un esposto alla procura federale (Zanchi verrà sanzionato con 2 mesi e 20 giorni di inibizione) mentre da parte sua chiede alla Figc di essere autorizzato a querelare Zanchi. La Figc nega l'autorizzazione ma gira l'esposto alla procura. Che procede. Non sono stato io a far scattare il deferimento ma la Figc, girando il fascicolo alla procura, precisa Londrosi. E sulla nuova sentenza pesa anche la recidività per il verdetto riguardante Gigliotti. Sia Zanchi che Gigliotti, comunque, hanno poi frequentato il corso di Coverciano ottenendo il patentino. ©RIPRODUZIONE RISERVATA