Tra la polvere per 46 giorni

I reperti manipolati da più persone senza cambio di guanti. L'accesso incontrollato alla scena del crimine da parte di più operatori nelle ore immediatamente successive al delitto. La mancata assunzione di misure atte a prevenire il rischio di contaminazione ambientale durante i numerosi sopralluoghi effettuati dagli investigatori nella villetta di via della Pergola. E ancora l'inadeguatezza della analisi svolte e le carenze nell'osservanza di protocolli scientifici universalmente riconosciuti. Sono queste le principali critiche sollevate dai periti della corte d'appello al lavoro svolto in primo grado dai consulenti del Pm. Molte perplessità riguardano il capitolo del gancetto del reggiseno della vittima; gancetto che Raffaele Sollecito, secondo la ricostruzione dell'accusa, avrebbe afferrato e poi tagliato per simulare la scena di una violenza sessuale. Quel piccolo, ma importantissimo oggetto venne fotografato e catalogato dalle tute bianche della scientifica . Poi però rimase abbandonato per 46 giorni sul pavimento, tra polvere e tappeti.