Contratti, è polemica Fiom boccia l'intesa «La Cgil ha ceduto»

ROMA Non siamo d'accordo e chiediamo che ci sia un pronunciamento dei lavoratori o almeno degli iscritti. A loro diremo che questo accordo non ci piace e non andrebbe firmato. Così il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, boccia l'intesa sui contratti e la rappresentanza siglata martedì sera da Cgil, Cisl, Uil, e Ugl con Confindustria. Lo consideriamo un accordo in cui la Cgil arretra le sue posizioni e cede su punti non cedibili – aggiunge il leader delle tute blu della Cgil - Lo statuto della Fiom prevede che gli accordi devono essere validati dai lavoratori, c'è l'obbligo di sottoporre al referendum piattaforme e accordi. Landini avverte che fino a che resterà segretario generale della Fiom non ho intenzione di non applicare lo statuto e che oggi nel corso del Comitato centrale del sindacato saranno prese tutte le decisioni necessarie. Ma quali sono stati i punti in cui la Cgil non avrebbe dovuto cedere? Manca il voto dei lavoratori per validare gli accordi - spiega ancora il segretario dei metalmeccanici - e si apre alla derogabilità del contratto nazionale attraverso accordi aziendali non decisi dai lavoratori ma dalle Rsu o peggio dalle Rsa. Inoltre è pericolosa l'apertura sulle tregue sindacali perchè condiziona e vincola. Molto dura poi anche la posizione di Giorgio Cremaschi, presidente del Comitato centrale della Fiom, che chiede che la Cgil ritiri la firma e le dimissioni del segretario generale Susanna Camusso. E' un accordo liberticida - dice - che viola le libertà nei luoghi di lavoro e il diritto di sciopero, introduce un mostruoso meccanismo di centralismo democratico aziendale per cui se la maggioranza firma, la minoranza non può opporsi e comunque i lavoratori non possono votare. Totalmente contrario all'intesa anche Gianni Rinaldini, ex leader della Fiom e portavoce dell'area di minoranza La Cgil che vogliamo. Non si tratta solo di un problema che riguarda un buon accordo o un cattivo accordo - spiega - quando si arriva a considerare validi accordi non sottoposti al voto dei lavoratori fino alla tregua sullo sRciopero si toccano aspetti che riguardano l'identità stessa della Cgil. Sono successe cose che la Cgil non ha mai fatto. La replica della leader del sindacato Susanna Camusso non si fa attendere: parla di affermazioni false e imprecisioni e definisce quello di Cremaschi il più antidemocratico dei comportamenti possibili. Con l'intesa, sottolinea ancora, siamo nelle condizioni di poter dire che abbiamo delle regole per poter esercitare la democrazia tra i lavoratori: e questo smentisce quelli che in queste ore stanno dicendo che non c'è democrazia. L'accordo infatti prevede una consultazione dei lavoratori sia in entrata che in uscita. Inoltre, assicura, non comporta benefici per la Fiat perchè - spiega - non c'è retroattività e in più non si possono fare intese separate. Intanto ieri il testo dell'intesa è stato sottoposto ai segretari generali della Cgil e al termine del vertice il segretario ha annunciato che chiederà a Cisl e Uil di votare l'ipotesi di accordo: Se non ci fosse la loro disponibilità per una consultazione unitaria applicheremo le nostre regole che prevedono la consultazione dei nostri iscritti. Il Direttivo della confederazione, già convocato per l'11 e il 12 luglio, deciderà i tempi e i modi.(m.v.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA