Casorate, al Mira viene da Pavia un paziente su 4
di Giovanni Scarpa wCASORATE Quasi cinquemila interventi all'anno, un pavese su quattro che lo sceglie per evitare code o attese infinite se si tratta di cose di poco conto. Finisce, così, che l'ambulatorio di primo soccorso è più apprezzato del pronto soccorso vero e proprio, quando non si tratta di urgenze. L'ospedale Mira, tagliato, ridimensionato, mutilato negli anni scorsi come tutti i piccoli ospedali periferici, riscopre ora la dimensione a misura di paziente grazie al suo reparto per le emergenze. A spiegare questo nuovo fenomeno è lo stesso primario di Medicina e responsabile dell'ospedale, Esio Ronchi. Credo sia capitato a tutti, almeno una volta nella vita, di finire al pronto soccorso – dice Ronchi –. Per fortuna, come dicono le stesse statistiche, spesso ci si va per pura precauzione, o per una semplice medicazione. In questi casi, l'attesa per una visita di controllo, nei nosocomi più grandi, è piuttosto lunga perchè, ovviamente, viene data la precedenza alle emergenze. Il risultato è il sovraffollamento dei pronto soccorso, dove naturalmente arrivano molti pazienti con cose da poco: tagli, contusioni, malesseri passeggeri.Il vantaggio dei presidi più piccoli, dotati di punti di primo soccorso – prosegue Ronchi – è che non potendo far fronte alle urgenze, una visita del medico e due punti di sutura per una ferita superficiale, o una radiografia per controllare che non ci sia nulla di rotto si fa più in fretta. Non è un caso che al Mira spesso e volentieri arrivino pazienti anche dalla città, giusto per farsi fare una lastra o un controllo dal medico in tempi relativamente brevi. Nel 2010, a Casorate, sono stati eseguiti 4247 interventi sanitari nell'ambulatorio, contro un media che va dai 50 ai 70 mila degli ospedali più grandi.Le statistiche dicono che, in genere, su 10 pazienti che si presentano al pronto soccorso, almeno 8 vengono poi mandati a casa, dopo una visita o una medicazione. Il Mira non fa eccezione. Secondo i dati, infatti, oltre l'ottanta per cento dei casi è stato risolto al nel punto di auto presentazione. Solo per il 14 per cento è stato predisposto un ricovero, mentre il trasferimento ha riguardato una piccola percentuale, l'1,6.Lo 0,4 per cento, invece, ha rifiutato di farsi ricoverare. Insomma, il Mira continua a rappresentare, quindi, un punto di riferimento per residenti e no, grazie alle sue risposte rapide. La mancanza di confusione regala anche un altro vantaggio. Forse qui, come negli altri presidi periferici, c'è più ascolto da parte del personale medico – conclude Ronchi –. E, soprattutto per gli anziani, che rappresentano la maggioranza degli utenti dell'ospedale, non è un aspetto secondario. ©RIPRODUZIONE RISERVATA