Si spezza la fune della Lega, trenta feriti
C'erano Bossi , il governatore del Piemonte Roberto Cota, il capogruppo alla Camera Marco Reguzzoni e molti esponenti di primo piano del Carroccio ieri pomeriggio alla festa della Lega di Sestro Calende. Grande attrazione in programma il tiro alla fune dalle due sponde del Ticino, quella lombarda e quella piemontese. I fili della Lega sono perfettamente annodati e questa iniziativa ne è la dimostrazione, sottolineava con una facile metafora Cota, per smentire le tensioni degli ultimi giorni all'interno della Lega. Dobbiamo restare uniti perché siamo determinanti per il cambiamento, gli facevo eco Giancarlo Giorgetti dal versante maroniano del Carroccio. Parole incaute, perché poco dopo la fune tesa tra Piemonte e Lombardia s'è spezzata mandando a gambe all'aria i partecipanti con un bilancio di una trentina di contusi e due sospette fratture. Mentre i militanti leghisti stavano tirando la fune, la corda di circa 400 metri di lunghezza e 5 centimetri di diametro, che veniva tenuta in tensione da un trattore, si è infatti spezzata, provocando la caduta improvvisa di tutti i tiratori lombardi. Alcuni di loro sono rimasti feriti alle mani, riportando abrasioni, altri sono caduti provocandosi ferite alle gambe e alle ginocchia. La manifestazione lungo il fiume si è così conclusa anticipatamente tanto che, a piazza ormai semivuota, Bossi ha anche dovuto rinunciare al previsto intervento dal palco.