Pedofilia, nei guai pensionato di 65 anni
PAVIA. Le loro vittime, secondo la ricostruzione fatta in tribunale, erano tutte donne. Donne che venivano avvicinate con l'auto nei parcheggi dei supermercati e poi scippate. Tra queste, anche Silvia Foianini, l'insegnante della scuola media Angelini che a marzo, nel piazzale del Carrefour (nella foto), aveva resistito al furto della sua borsetta, era caduta a terra ed era finita in ospedale con un trauma cranico. I medici si erano riservati la prognosi. A tre mesi dai fatti, Danilo Ciarcià, un 24enne residente a Campospinoso, e Rineo Kapplani, un cittadino albanese di 22 anni di Stradella, hanno patteggiato una pena rispettiva di 2 anni e 3 anni di reclusione. Kapplani doveva rispondere anche di ricettazione: l'auto con cui sarebbero stati messi a segno gli scippi era rubata. I due dovevano rispondere di altri due colpi, compiuti nei parcheggi del supermercato Despar di Landriano (una donna era stata scippata della borsa con dentro telefono, 70 euro e chiavi di casa) e del Superdì di Cigognola, in Oltrepo (la vittima era stata derubata di cellulare e documenti). (m. fio.) di Maria Fiore wPAVIA Foto scattate con il cellulare e poi ritoccate al computer. Immagini con visi di ragazzine e corpi di donne adulte. In una di queste foto gli inquirenti avrebbero trovato anche una bimba di appena due anni. E ragazzine adolescenti, immortalate con la maglietta sollevata, in posizioni erotiche. Materiale che ha messo nei guai un pensionato di 65 anni di Pavia. P. P. dovrà presentarsi il 12 luglio davanti al giudice del Tribunale di Milano (considerato competente per il reato). Oltre all'accusa di detenzione di materiale pedopornografico, deve anche rispondere di violenza sessuale. Rischia, per queste contestazioni, fino a sei anni di carcere. Visto che la procura considera schiaccianti le prove a suo carico, l'avvocato difensore Pierluigi Vittadini ha deciso che ricorrerà al giudizio abbreviato. L'obiettivo è ottenere uno sconto di pena per la detenzione delle foto – spiega il legale –. La violenza sessuale si riferisce invece a un episodio di lieve entità, perché si parla di un bacio che il mio cliente avrebbe cercato di estorcere a una ragazzina di 13 anni. Contro questa accusa ci difenderemo. Il giudice dovrà valutare se accogliere la richiesta dell'abbreviato. La sentenza (nel caso in cui il gup riterrà che non vi sia alcuna possibilità per il proscioglimento) potrebbe arrivare nel giro di poco tempo, quasi certamente prima dell'estate. Contro l'uomo ci sarebbero dunque indizi compromettenti. Da un lato le foto trovate sul cellulare e sul computer di casa. Dall'altro la testimonianza di una donna che lo avrebbe visto molestare, davanti a un centro commerciale a San Martino, una ragazzina di appena 13 anni. Proprio dalla testimonianza della donna partirono, due anni fa, le indagini dei poliziotti dell'ufficio minori della questura. La signora, che era andata a fare la spesa al centro commerciale, nel parcheggio aveva assistito a una scena che l'aveva turbata: un uomo che rincorreva una ragazzina attorno a un'automobile e che alla fine l'avrebbe afferrata, stretta a sé e baciata. La testimone ha raccontato anche che l'adolescente, con disgusto, avrebbe cercato di sottrarsi alla stretta di quell'uomo molto più grande di lei, ma che lui alla fine avrebbe aperto la portiera di un furgone e sarebbe entrato con la ragazzina all'interno. Con sconcerto la donna riferì che insieme alla minorenne ci sarebbe stato un altro uomo, molto probabilmente un parente, che avrebbe assistito alla scena con indifferenza. Dalle indagini della polizia si apprese poi che l'uomo che era con la ragazzina era suo padre. Le indagini, per questo, in un primo momento furono orientate a capire se vi fossero accordi, con altri adulti, per ottenere sesso in cambio di soldi o favori ai danni di ragazzine minorenni. Il pensionato 65enne fu denunciato e partirono le verifiche, con perquisizioni, anche a casa sua. Sul cellulare gli agenti trovarono alcune foto di ragazzine di età, all'apparenza, inferiore ai 18 anni. Erano state ritratte in pose intime. Alcune avevano la maglietta sollevata e sorridevano all'obiettivo della macchina fotografica che li stava immortalando. Sullo stesso cellulare e all'interno di una macchina digitale spuntò anche la foto di una bimba di appena due anni. L'immagine, autentica, era stata poi modificata: alla bambina erano state affiancate altre immagini indecenti. Altri fotomontaggi hanno spinto il magistrato a formulare, per l'uomo, anche l'accusa di "pornografia virtuale", che scatta quando le immagini, anche se pedopornografiche, si riferiscono a situazioni che non esistono nella realtà. L'uomo, che ha sempre negato la storia delle molestie nel parcheggio del centro commerciale, ha tentato invece di minimizzare il possesso delle foto. Ora è chiamato a ribadire la sua versione davanti al giudice. ©RIPRODUZIONE RISERVATA