Biomedica e innovazione «Usciamo dall'orticello»

Questa città ha due volti. La città dei saperi e delle sanità, perché le strutture sono tante. E quella dei poveri cristi con un reddito basso che arracano per arrivare a fine mese. Una famiglia su due ci arriva a fatica e in città sono circa 5mila. Eppure l'Irpef dice che siamo al 4° posto con 5065 euro di versamento pro capite. Graziano Leonardelli rappresenta il Mondino, una delle gemme della sanità pavese. E agli Stati generali mette in evidenza le contraddizioni. La produzione globale è cresciuta nel 2010 del 5%, in Italia solo dell'1. E a Pavia , invece, abbiamo perso 7 punti del pil. Come se fossimo scivolati indietro di 7 gradini di colpo. Ci vorranno 5-6 anni per recuperare. Ogni pavese, compresi i bambini che nascono, ha un debito di 30mila euro sulle spalle. Risentiamo di questo contesto difficile e precario. Eppure qualcosa di buono c'è. Smettiamola di piangerci addosso e di lamentarci – dice Leonardelli –. Mettiamo a frutto le nostre potenzialità di Maria Grazia Piccaluga wPAVIA Il passante ferroviario da Rogoredo a Pavia: venti minuti per uscire dall'orticello e rendere la città più accessibile. Pavia ha le carte in regola ma non sa giocarsele. E su quei trenta chilometri di binari, attesi da un decennio, contano anche gli Stati generali su economia e lavoro che ieri e venerdì si sono riuniti nell'aula magna del collegio Ghislieri. Cinquanta interventi per mettere a fuoco i punti critici e impostare i rimedi. Non si può più aspettare. Turismo, agro-alimentare e innovazione legata a doppio filo alla cittadella della salute, uno dei motori ancora accesi dell'economia locale. Salute e sapere concentrati nell'area che anche gli industriali hanno suggerito come nuovo incubatore dello sviluppo. Pavia Ovest e il Cravino, sullo svincolo per il raccolto autostradale. Su cosa investire allora? Su attività biomedica, microelettronica e farmaceutica. Tre aree importanti – dice il sindaco Alessandro Cattaneo tirando le fila della due-giorni di lavori–-. Poi c'è una seconda voce sulla quale puntare: la vocazione turistica e agroalimentare. Pavia è stata troppo a lungo svincolata dal territorio. Adesso il capoluogo deve ritrovare l'orgoglio delle sue origini agricole coniugandolo però, in chiave moderna, a sapere e università. Su una cosa vogliono essere chiari il sindaco e l'assessore all'Urbanistica Fabrizio Fracassi: centri commerciali e logistiche, che tuttavia spuntano come funghi nell'hinterland, qui a Pavia sono al bando. Offrono pochi posti di lavoro ma devastano il territorio – dice Fracassi – . Diciamo invece si alle infrastrutture. E il passante da Rogoredo può essere strategico. Ma è necessario sburocratizzare. E si rivolgono all'organizzatore degli Stati Generali, l'assessore al commercio Sandro Bruni. Troviamo un modo anche per detassare e attirare nuove aziende, insiste anche Luca Fraschini, vicepresidente del collegio degli architetti e presidente della Line. Chi avrebbe interesse a investire qui se le condizioni sono penalizzanti? All'estero cantoni diversi fanno a gara per offrire i vantaggi migliori dice Fraschini. Un lavoro non facile. Lo sa bene il gruppo di Italian Food che, durante l'autunno pavese, è riuscito a trascinare per vigne e vigneti compratori spagnoli e francesi: 190 appuntamenti in un giorno e mezzo. Ci sono sempre meno risorse. O ci si mette insieme o si perde la sfida con gli altri competitori avverte Cattaneo. E mettersi insieme è un esercizio difficile a quanto pare. Tra un mese esce un nuovo bando su ricerca e innovazione che mette a disposizione 120 milioni di euro – dice Fracassi – Saranno accolte circa 100 domande, quindi un milione a progetto di cui la metà a fondo perduto. Ma Pavia e provincia non riescono mai a creare i collegamenti fra loro. Le occasioni invece vanno colte, altrimenti le coglie qualcun altro e noi restiamo sempre al palo. E' il nostro solito difetto: ognuno per sè, nel suo orticello. Sul tavolo c'è il business plan del polo tecnologico. La Provincia ci dica se ci vuole stare o no – dice il sindaco – Se non ci sta discutiamone subito, non perdiamo altro tempo.