New York dice sì alle nozze gay

di Andrea Visconti wNEW YORK Lunedì 25 luglio sarà il primo giorno in cui coppie delle stesso sesso residenti a New York potranno sposarsi. E' l'effetto di una legge di portata storica approvata venerdì notte dal Senato dello stato di New York. Entra in vigore trenta giorni dopo la firma del governatore Andrew Cuomo che l'ha trasformata in legge. E Cuomo – che sulla questione dei matrimoni gay stava giocando la sua reputazione politica - non ha perso tempo. Ha apposto la sua firma venerdì notte, un'ora dopo che 33 senatori avevano detto yes al matrimonio fra omosessuali, contro una minoranza di 29 voti. Benchè la legge riguardi l'intero stato di New York, è nella Grande Mela che ci sono state le celebrazioni più affollate. Ai bridisi a base di birra o di champagne si sono mescolate anche lacrime di gioia, a cominciare da quelle di Lady Gaga, da parte di coloro che fino all'ultimo momento dubitavano sulla possibilità che la legge potesse passare. Erano quattro anni che i membri dell'Assembly (l'equivalente della Camera a livello statale in un sistema federale) avevano votato a favore dei matrimoni fra persone dello stesso sesso. Ma la maggioranza in Senato aveva sempre ostacolato l'iter legislativo. New York non è il primo stato Usa a rendere illegale la discriminazione degli omosessuali in materia matrimoniale. Ci sono altri cinque stati dove è già legale – Connecticut, Iowa, Maine, Massachusetts e Vermont. Ma il numero di abitanti di New York e l'influenza che questo stato ha sul resto del paese rendono di portata storica la misura approvata dal Senato. Un provvedimento che concretamente riguarda le coppie gay ma indirettamente rappresenta un enorme passo in avanti nel movimento per i diritti civili americano. Questa volta sono gli omosessuali a sentirsi vendicati, ma nel 1973 furono le donne, quando la Corte Suprema stabilì il diritto costituzionale all'interruzione della maternità, nel 1967 furono gli afro-americani quando l'Alta Corte legalizzò i matrimoni di sangue misto, e nel 1963 furono tutti gli americani a applaudire una legge che sanciva uguali stipendi per uomini e donne a parità di impiego. Ma questo è il momento degli omosessuali. Oggi in particolare la tradizionale parata annuale per l'orgoglio gay avrà un significato particolare, assai più profondo delle carnevalate degli anni scorsi. Mezzo milione di omosessuali che vivono nella Grande Mela (pari quasi all'intera popolazione della provincia di Genova) si sono dati appuntamento oggi lungo Fifth Avenue (in Italia anche ai Gay Pride di Milano e Napoli) per sfilare lungo il percorso della parata con applausi, grida esultanti e sventolando cartelli con scritte giubilanti. Ironia della storia, sono stati i repubblicani a renderlo possibile. In particolare senza i due senatori Stephen Salant e Mark Grisanti, che negli ultimi giorni hanno cambiato idea, la legge sarebbe stata nuovamente bocciata. ©RIPRODUZIONE RISERVATA