«Poca giustizia su questa vicenda»
CASARILE La sentenza sulle due maestre, con il processo veloce, arriverà in autunno. Ma tra le famiglie, che hanno accolto di buon grado questa notizia, c'è anche molta amarezza. Perché anche prima di quella sentenza le due maestre potrebbero tornare al lavoro, perlomeno come dipendenti di una struttura diversa da quella di Casarile. Scade i primi di luglio, infatti, l'interdizione dallo svolgimento della professione che era stata disposta dal gip Anna Maria Oddone per un periodo di due mesi dal termine degli arresti domiciliari. Una decisione che sta suscitando qualche polemica. Questa non è giustizia – dice Santo Palumbo, padre di uno dei bimbi che frequentavano la struttura –. Non solo le imputate sono libere, ma potrebbero anche tornare a fare le maestre. Ci aspettavamo un segnale diverso, francamente. Se qualcuno ruba un pezzo di pane al supermercato, probabilmente viene punito più duramente di come è stato fatto in questa circostanza. Non è certo una bella situazione – aggiunge Maurizio De Vita, genitore di un altro bimbo –. Quando ho saputo che erano uscite ho sperato davvero di non incontrarle per strada, perché la reazione può anche non essere delle migliori. Ora vengo a sapere che hanno la possibilità di tornare a esercitare la professione di educatrici. Anche se il mio bambino si sta riprendendo, sono lo stesso amareggiato. Mi preoccupa che quello che è accaduto all'asilo di Casarile possa succedere ancora. Timori che sono stati raccolti anche dall'avvocato Silvana Cantoro, che rappresenta in questo procedimento una decina di famiglie: I genitori si sentono poco tutelati. Al processo faremo valere le nostre ragioni. E il legale Fabio Zavatarelli di Pavia, che difende altri genitori, aggiunge: Le persone offese, in quanto parti lese, avevano altre aspettative. Va detto, tuttavia, che il rilievo mediatico dato alla vicenda è tale da ritenere che molto difficilmente le imputate possano ancora lavorare nello stesso settore, a contatto con bambini. (m. fio.)