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VILLANTERIO Era affabile e sensibile. E gli piaceva scherzare. Con una forza che non ti aspetteresti parla così Paola Valsecchi, mamma di Davide Fanzini, lo studente morto di leucemia mieloide acuta, a 14 anni. Racconta del proprio figlio unico a sei ore dal funerale, che si è tenuto ieri mattina, con la serenità tipica del credente, che sa che lui, anche che in altra forma, è ancora vivo. Dice: Eravano in due in famiglia, io e lui. E lui si era fatto conoscere per la dolcezza che lo contraddistingueva. Ha iniziato a stare male a fine marzo. Si è rotto una gamba. Poi un'influenza, la febbre e lui che non riusciva più a mangiare e ad alzarsi dal letto. La chiemioterapia, complicazioni e non ce l'ha fatta. E' andato tra gli angeli, al suo posto. E del fatto che Davide fosse un angelo è convinto anche il parroco, don Claudio Zanaboni, che nell'omelia di ieri a lui ha affidato tutti. Dicendo: Prega per la tua mamma, il tuo papà, i tuoi nonni e i parenti tutti. Prega per i tuoi amici e per tutti coloro che ti hanno conosciuto nella tua breve ed intensa vita. Prega per la tua parrocchia, il tuo oratorio.Tu che vivi al cospetto di Dio, intercedi per noi perché un giorno possiamo incontrare Dio e cantare insieme a te l'inno di ringraziamento e di lode. Ha ancora la nonna di 68 anni, Davide, e la bisnonna di 91. E mentre ieri ai funerali era presente, tra le centinaia di persone arrivate da tutte le parti, anche una rappresentanza del comune di Pieve Porto Morone dove il padre ha lavorato a lungo mentre ora è impiegato nel piacentino a Borgonovo Valtidone. E le decine di amici dell'oratorio, quelli di ogni giorno, che non possono dimenticare il sorriso di Davide. Ieri Paola, la cugina coetanea, ha voluto sottolineare: Nessuno di noi ha mai visto Davide litigare con qualcuno. Era incredibilmente premuroso, invece, nei confronti di tutti. Dario, amico, aggiunge Faceva parte della compagnia di cui faccio parte anch'io. Siamo in 10 e ci vedevamo per Villanterio ogni giorno. Al parco, all'oratorio, e a calcio. Già perchè Davide giocava e si è rotto così la gamba. E tifava per la juventus, come vuole ricordare Giorgio, altro amico dell'oratorio. Che ha scolpite nella memoria le tante feste quando la Juve vinceva . Nessuno qui dimenticherà Davide: è la promessa di tutti così come il ringraziamento della famiglia al reparto di Oncoematologia del San Matteo. Mentre sono ancora esposti i tabelloni all'Itis Cardano di Pavia che testimoniano quando quest'angelo fosse bravo anche sui banchi di scuola. Chiara Riffeser