Bankitalia, duello tra Saccomanni e Grilli

MILANO La rosa dei candidati alla poltrona di Governatore di Bankitalia è ristretta a tre nomi. Oltre allo scontato Lorenzo Bini Smaghi, costretto dai francesi alle dimissioni dal board della Bce che non prevede più di due esponenti di uno dei paesi forti, in pole position figurano da sempre l'attuale direttore generale di Via Nazionale, Fabrizio Saccomanni, il direttore generale del Tesoro, Vittorio Grilli. Una terna su cui, dice Berlusconi, si approfondirà il confronto in Consiglio dei ministri. Berlusconi ha elogiato Bini Smaghi ma è noto che è stato molto irritato dalla resistenza del banchiere fiorentino, al punto da escluderlo dalla rosa per Bankitalia. Diverse le caselle possibili, condizionate anche dalla scelta che verrà fatta per il governatore: la direzione generale del Tesoro, quella della Banca d'Italia o la presidenza dell'Antitrust le più probabili. La procedura prevede che la nomina del Governatore sia disposta con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, previa deliberazione del Consiglio dei ministri e sentito il parere del Consiglio superiore della Banca d'Italia. Questo terrà il 28 una riunione ordinaria e quindi sembra probabile che darà il suo parere dopo quello del consiglio dei ministri. Di certo il Capo dello Stato non si limiterà a un ruolo notarile. Napolitano ha sottolineato l'importanza che venga garantita l'autonomia e l'indipendenza della banca centrale. Per questo il nome di Grilli, visto dalle opposizioni come troppo vicino al ministro Tremonti, a detta di alcuni osservatori sembra raccogliere meno consensi di Saccomanni per il quale propende la struttura interna e, secondo alcune interpretazioni, lo stesso Draghi. Saccomanni, 69 anni da compiere, da sempre in Banca d'Italia, vanta una profonda conoscenza dell'istituzione e del panorama economico e bancario italiano oltre a una solida reputazione nelle principali istituzioni internazionali. Rimane, solo come lontanissima ipotesi, un outsider: l'ex ministro del Tesoro Domenico Siniscalco, oggi ai vertici di Morgan Stanley e molto quotato negli ambienti finanziari internazionali, mai riappacificato, però, con Tremonti che sostituì nel primo governo Berlusconi.a.d.s. ©RIPRODUZIONE RISERVATA