P4, il Pdl insiste sulla legge bavaglio
di Gabriele Rizzardi wROMA E' davanti agli occhi di tutti l'esistenza di un autentico scandalo, cioè la pubblicazione di intercettazioni che non hanno nessun rilievo penale. E' un gioco al massacro che va interrotto. La pubblicazione delle conversazioni che riguardano l'inchiesta sulla P4 riaccende lo scontro sulla giustizia e Fabrizio Cicchitto torna alla carica con la legge bavaglio. Il governo limiterà la pubblicazione delle intercettazioni per decreto? Questo ora non lo so dire taglia corto il capogruppo alla Camera del Pdl, che denuncia una operazione mirata e a senso unico, con l'evidente obiettivo di destabilizzare il Pdl. Lo stop al decreto arriva da Gianfranco Fini che, a proposito della P4, parla di uno spettacolo non gratificante, denuncia un clima da basso impero e spiega che il decreto non avrebbe i requisiti di necessità e urgenza previsti dalla Costituzione. Quel che è certo è che la maggioranza ha fretta e Angelino Alfano ricorda che le intercettazioni costano molto e assicura che le conversazioni pubblicate in questi giorni non hanno un rilievo penale. Tutte le intercettazioni che leggiamo sui giornali, oltre a non essere penalmente rilevanti, non sono gratis. Il debito accertato nei confronti delle ditte e degli operatori telefonici è di un miliardo di euro, spiega il ministro della Giustizia. E pazienza se John Woodcock, uno dei titolari dell'inchiesta P4, fa capire che la realtà potrebbe essere molto diversa da come la dipingono gli esponenti della maggioranza: Io non parlo. Parlano gli atti processuali che sono stati già esaminati da un giudice e che saranno esaminati da altri giudici.... A parlare è anche il procuratore di Napoli, Giovandomenico Lepore, per il quale la crisi economica non può bloccare il lavoro dei magistrati: Nulla è gratis. Se il governo pensa che le intercettazioni gravino troppo sul bilancio, le vieti. Nella maggioranza c'è chi pensa ad un decreto che si concentri solo sul divieto di pubblicazione e chi vorrebbe tornare alla formula dei gravi indizi di reato approvata dal Senato lo scorso anno abbandonando così quella degli evidenti indizi di colpevolezza che era stata approvata dalla Camera. Ma c'è anche chi, come Maurizio Lupi, propone un testo di legge il più possibile condiviso. Nell'attesa che il governo decida, i personaggi e le aziende coinvolte nella rete costruita da Bisignani cercano tutela e il direttore generale della Rai, Lorenza Lei, ha avviato una inchiesta interna per fare chiarezza sulle presunte interferenze della P4 sulle attività dell'azienda di viale Mazzini. Le intercettazioni dovranno essere limitate? Massimo D'Alema, ammette che in molti casi non c'è rilevanza penale ma frena sulla possibilità di fare una legge (Adesso è troppo tardi) e definisce inopportuno intervenire per decreto. Un intervento legislativo sulle intercettazioni sarebbe intempestivo e sbagliato in questa fase anche per Pier Ferdinando Casini. Ad aprire uno spiraglio è invece Michele Vietti. Già nella scorsa legislatura si è parlato di varare una legge sulle intercettazioni, senza mai far seguire alle parole i fatti. Comunque non è mai troppo tardi spiega il vicepresidente del Csm, che non dice una parola sull'inchiesta in corso e non si sbilancia sull'ipotesi del decreto: Questo riguarda il governo e il presidente della Repubblica. Il responsabile giustizia del Pd, Andrea Orlando, è disposto a prendere in considerazione un sistema che escluda dalle inchieste le intercettazioni irrilevanti ma dice no ad una legge che blocchi o limiti un importante strumento di indagine e spiega che una riforma non si può fare con questo governo e con questa maggioranza. Il finiano Fabio Granata invita le opposizioni a fare fronte comune in difesa delle intercettazioni mentre Felice Belisario (Idv) spiega che si tratta di uno strumento essenziale per scoprire il malaffare e chiede l'istituzione di una commissione parlamentare d'inchiesta sulla P4. ©RIPRODUZIONE RISERVATA