Sannazzaro, condannato per le telefonate «hot»

SANNAZZARO Telefonate e Sms anche nel cuore della notte. Un'ossessione amorosa che ossessionava soprattutto la destinataria. Gaspare Cafà, 32 anni, residente a Corigliano Calabro, è stato condannato a due mesi di arresto per molestie. Ma la persecuzione con telefonate e messaggini peserà anche sul suo portafogli. Il giudice del tribunale di Vigevano, Stefano Scati, ha disposto a carico dell'imputato il risarcimento dei danni alla 25enne di Sannazzaro, oggetto di attenzioni esagerate. La ragazza si è, infatti, costituita parte civile e ha ottenuto un risarcimento di 2.500 euro, oltre al rimborso, sempre a carico dell'imputato, delle spese di giudizio, che sono altri mille euro. Secondo le accuse, il giovane si era invaghito della ragazza e l'aveva perseguitata con chiamate e Sms anche durante la notte nel periodo dal 14 al 21 ottobre 2006, quando l'imputato abitava a Sannazzaro. Telefonate "roventi" a contenuto erotico che avevano infastidito la giovane fino ad indurla a rivolgersi alle forze dell'ordine che avevano controllato i tabulati telefonici. Da quel momento, sempre secondo la versione accusatoria, erano state rilevate numerose chiamate provenienti dal telefono dell'imputato. Il punto, per la difesa, è però un altro: cioè capire se le chiamate, pur provenienti dal telefono di Cafà, siano state effettuate veramente da lui e non da qualcun altro che avesse in uso l'apparecchio. Il giudice però ha ritenuto fondate le accuse condannando l'imputato a due mesi di arresto. (l.g.)