LONTANI DAL MONDO DEI RAGAZZI

VITTORIO EMILIANI Non ci sono stati strafalcioni né gaffes nei temi e nelle tracce proposte ai 500mila maturandi di quest'anno, ed è già qualcosa. Purtroppo però in un clamoroso infortunio erano incorsi i tecnici dell'Invalsi, istituto di diritto pubblico. Ad esso la ministra Mariastella Gelmini, sempre così sicura di sé, aveva affidato (loro che sono così bravi a supervisionare) la griglia di controllo dei famosi "test" sui quali c'erano stati tanti dissensi. Ebbene, pronti a prendere in castagna studenti e docenti, loro hanno toppato clamorosamente infliggendo una crisi labirintica alla già martoriata scuola: se è in parte sbagliata la griglia di correzione dei test scritti, come proseguire negli orali? Un'autentica Caporetto per il vertice dell'Istruzione (non più Pubblica), per la ministra stessa. E' questa l'Italia migliore? Che voto gli assegniamo? Zero. Con l'alone di questo funesto errore, i tecnici del Ministero hanno deluso due quasi-certezze dei maturandi e cioè i temi (per i quali in molti si erano verosimilmente preparati) sull'Unità d'Italia e sul disastro nucleare di Fukushima. Si è avuto il timore, al Ministero, di offendere la Lega appena reduce dal nuovo anti-unitario "giuramento di Pontida" e/o di irritare il presidente Berlusconi appena strabattuto sul referendum nucleare? In questa Italia dei test sbagliati tutto è possibile. Fra tutti i temi proposti il più vicino ai giovani di oggi è quello basato sulla "profezia" di Andy Warhol. Ma di esso parla altri. Mi limiterò a ricordare che agli albori della Tv e del signor Mike lo scrittore Ennio Flaiano aveva coniato la bellissima definizione di "fama fatua". Diciamo subito che il tema più criticato e meno gettonato è quello sugli anni '70 da una frase criptica dello storico Eric Hobsbawm sul "secolo breve". Che ne sanno i giovani d'oggi degli anni '70, gli ultimi della guerra fredda, i più tragici del terrorismo, nazionale e internazionale, ardui da maneggiare pure per noi che li abbiamo vissuti? Anche il dibattito Destra/Sinistra su "i giovani e la militanza politica" avrebbe fatto furore trenta e più anni fa, mentre oggi - a parte l'uscita dall'afasia politica con le ultime amministrative e con i referendum - "l'appartenenza alle correnti politiche" e l'"impegno in prima persone" non credo che suscitino ondate di entusiasmo. Meno impervio, all'apparenza, il tema squisitamente letterario fondato su di una lirica di Giuseppe Ungaretti dedicata a Lucca, particolarmente complessa peraltro, tutta giocata com'è sull'idea di vita e di morte, che rimanda ad una provincia, oltre tutto, dove "la meta è partire". Tema non molto attuale visto che giusto in quelle città di provincia del Centro-Nord è più alta la qualità della vita. Interessante il tema artistico-letterario "Amore, odio, passione" anche se gli autori, soprattutto Verga e D'Annunzio, sono piuttosto lontani dall'idea che se ne ha oggi. Né so quanto possa smuovere, sul piano razionale e su quello emozionale, un personaggio lontano come lo scienziato Enrico Fermi, anche questo fortemente complesso: emigrato negli Usa perché di moglie ebrea, nello stesso 1938 aveva ritirato il Nobel in frac e senza saluto fascista suscitando scalpore a Roma, un pioniere della fisica e anche della bomba atomica. Ma quanti ragazzi/e lo conoscono davvero? Insomma, temi difficili, e anche "lontani" dal mondo d'oggi e dai programmi svolti. In conclusione, se è vero che la maggioranza dei maturandi ha preferito esercitarsi sulla fama di rapida consunzione e sul motto "siamo quello che mangiamo" di attualità sul piano delle truffe alimentari e pure delle diete più o meno mediterranee e salutistiche, lo si capisce benissimo. Erano alla portata di molti di loro. ©RIPRODUZIONE RISERVATA