I baby artisti accanto a Carlo Mo
PAVIA Inaugura sabato alle 15 e rimane aperta fino alle 18.30, la mostra di sculture realizzate dai bambini della scuola d'infanzia comunale "Vaccari" di Pavia, sotto la guida delle maestre e in collaborazione con Paola Mo, figlia dello scultore Carlo Mo, scomparso nel 2004. Sede della mostra sarà proprio il giardino della villa dell'artista, in via Mascherpa 2, sulla strada che porta alla scuola Vaccari, perchè è qui che si trovano ancora le opere di Mo, organizzate dalla figlia come mostra permanente, e il laboratorio in cui le sulture prendevano forma, con tanto di attrezzi e strumenti. Il percorso affrontato dai bambini di 4 e 5 anni della scuola Vaccari si è inserito nel più ampio lavoro sull'arte, durato per l'intero anno, a cui hanno partecipato tutte le classi della scuola ed si è articolato in varie fasi. Prima - spiega la maestra Alessandra, coordinatrice del progetto - con la collaborazione di Paola Mo, abbiamo selezionato cinque sculture - l'Aquila, il Cavallo di Filo, il Sole, Madre Gea - e l'opera "Studio per guerriero", cercando di individuare quelle che potevano essere più vicine alla sensibilità dei bambini. Poi abbiamo preparato i bambini con libri, foto e spiegazioni della "poetica" dello scultore e, in primavera, li abbiamo portati a vedere la mostra permanente di Mo con le opere che loro già un po' conoscevano. Dopo aver visto il giardino, toccato, vissuto e commentato le sculture, i bambini le hanno ritratte in classe con dei disegni e hanno iniziato a costruire le loro personali opere, con materiali di recupero, in parte portati da casa, in parte messi a disposizione dalle maestre. Con filo di ferro, forchette di alluminio, parti di caffettiere da rottamare, ferri da maglia e colla a caldo, ognuno di loro ha riprodotto un'idea di scultura, facendo tesoro della visita a villa Mo ma anche degli studi fatti con le maestre sui concetti di vuoto, pieno, luce, ombra, bianco, nero e riflesso della materia alla luce. Ne sono uscite una ventina di sculture grandi e tante piccole sculture in metallo e creta e a tutte è stato dato un nome, nessuna esclusa. Infine, è arrivata l'idea di portarle per una mostra nel giardino di Carlo Mo, accanto alle sue opere. Tutto, dunque, inizia e finisce in quel giardino "magico", anche grazie alla disponibilità e all'entusiasimo di Paola Mo. Sono rimasta colpita dai commenti dei bambini - dice Paola Mo - e da quanto alcune affermazioni fossero in linea con il pensiero di mio padre. Una bambina, riferendosi a una scultura, ha detto che "bucava il cielo", centrando perfettamente l'intento del suo autore. Non di meno mi ha sorpreso la bravura delle maestre, la sensibilità e la professionalità con cui hanno avvicinato i bambini all'arte e alla sua creazione. Li hanno lasciati liberi di fare, senza imporre sovrastrutture o linee guida, passando il messaggio che l'arte contemporanea è anche una cosa loro. (m. piz.)