«Dal rock alla lirica: Verdi è meglio»

VOGHERA Da chitarrista rock (con ispirazione Afterhours) a "tenore lirico spinto". La storia del 27enne Emanuele Servidio, nativo di Broni (ma residente a Voghera) parte da una passione per la musica che si manifesta da bambino.Guardavo con bramosia la chitarra di mia cugina ma non potevo toccarla, lo feci di nascosto. Quella passione convince la madre a mandarlo a lezione di chitarra classica dal maestro Torti che ebbe un'intuizione: Mi disse che dovevo fare il tenore: è lui il colpevole!. Il passo successivo è il conservatorio di Milano che però mal si concilia con il rock: Avevo un gruppo, gli Altroquando, però decisi di lasciare il rock e continuare con la lirica. Alla prima esperienza il vogherese centra subito il bersaglio: primo a un concorso a Serravalle. Nel 2007 ci riprova nel concorso internazionale Leoncavallo a Cosenza davanti a una giuria di cantanti famosi ed il risultato è lo stesso. Vince due premi: il premio speciale Siciliani per giovani talenti e il premio Leoncavallo per la miglior esecuzione di un'aria del compositore. Il debutto sul palco avviene senza forzature: il soprano Denia Mazzola Gavazzeni lo sente e lo vuole a un concerto. Nella stessa maniera Daniele Rubboli, direttore del Laboratorio Lirico Europeo di Milano, musicologo dal quale tante giovani promesse bramano farsi ascoltare, chiama Servidio proponendogli un concerto-audizione: Ho cantato arie dal Rigoletto e dalla Carmen - racconta - e con poi Rubboli ho fatto, al Rosetum di Milano, la Forza del Destino di Verdi. Dicono che porta sfortuna, a me è successo il contrario. Il vogherese ora lavora molto in Francia, Romania, centro America, Brasile, Sud Africa: In Nicaragua e Guatemala sono stato in teatri bellissimi da 4 mila posti, il mese scorso ho cantato Verdi per i centocinquant'anni dell'unità d'Italia. Ho fatto anche Madame Butterfly a Lecco e Forlì, la Tosca a Milano e la Cavalleria Rusticana in Romania. E stasera nei giardini del comune di Cernusco sul Naviglio debutterà nell'Aida (sarà Radames). Un'estate di lavoro: il 3 luglio canterà a San Donà di Piave, il 26 agosto sarà in Cina con la Boheme di Puccini. Con sé porterà il cappello simile a quello di Pavarotti dal quale non si separa: Non è emulazione, il Panama è fondamentale - sorride Servidio - ne ho cento, ne compro uno dovunque vada, odio la sciarpa per i tenori. La lirica è pop, adatta ai giovani. Il mio sogno? Cantare l'Otello. Marco Quaglini