Robbio, famiglie in crisi Si taglia anche sull'asilo
ROBBIO Le famiglie provate dalla crisi risparmiano anche sull'asilo. Ci sono ancora posti liberi per il prossimo anno scolastico all'nido comunale di via Nicorvo. Solo 30 i bambini iscritti finora, a fronte di una capienza massima di 45 alunni. Le rette sono ferme da due anni, e contiamo di tenerle stabili ancora un po' sottolinea l'assesore ai Servizi sociali, Silvano Cicogna- ma le liste d'attesa che si creavano negli scorsi anni sono un ricordo. Tanti i motivi alla base dell'abbassamento del numero di iscritti alla struttura comunale di via Nicorvo. Diminuzione delle nascite, possibilità dei bambini di due anni e mezzo di iscriversi già alle materne, ma anche la crisi economica che a Robbio pesa sempre di più. La principale azienda della zona, la Cablelettra, sta smobilitando e passando il testimone ai giapponesi della Yazaki che non resteranno a Robbio. I 500 dipendenti dei primi anni Duemila restano un ricordo flebile e tutto il settore produttivo stenta a ripartire. Insomma nella cittadina che vantava il rapporto più alto posti di lavoro/abitanti la crisi economica si fa sentire più che altrove. L'asilo nido è lo specchio di un meccanismo che si è inceppato: meno bambini nati e meno soldi nelle tasche dei loro genitori. Per chi ha due figli al nido però ci sono delle agevolazioni - sottolineano i responsabili dell'ufficio Servizi sociali - il secondo figlio paga la metà della retta e del costo dei buoni mensa. Il costo mensile di frequenza del nido va, a seconda della fascia di reddito, da 58 euro a 208, mentre il buono mensa costa da 1,20 euro a 5,20. E poi ci sono famiglie che in base ad una situazione economica non facile e dimostrata dall'ufficio servizi sociali vengono esentate parzialmente o totalmente aggiunge l'assessore ai Servizi sociali. Nel palazzo comunale si fanno statistiche e conti sulle iscrizioni al nido e ci si confronta con i cittadini che chiedono aiuto ed assistenza. Però la crisi economica si fa sentire tra le gente comune tutti i giorni. I nonni, ora come non mai, tornano a coprire un ruolo sociale fondamentale: Con un redditto e mezzo (è cassaintegrata) è difficile far quadrare i conti a fine mese - sottolinea una mamma robbiese - meno male che si sono dei nonni disponibili per tenere il bambino: oltre che un grande favore è anche un risparmio notevole. Lasciare un bambino in età prescolare affidato ai nonni significa abbattere una voce nelle uscite del bilancio famigliare: Si evitano tutti i costi relativi ai primi anni di istruzione - aggiunge la donna - e poi il bambino riceve una formazione tradizionale dai nonni in un ambiente protetto. Poi per studiare e confrontarsi con la realtà avrà tempo tutta la vita. Sandro Barberis