Disabili, 35 famiglie contro il Comune

di Simona Bombonato wVIGEVANO Siamo soli, noi con la sola forza di volontà che ci trasmettono i nostri figli: a chiedere ascolto sono 35 famiglie di Vigevano, 70 tra madri e padri di ragazzi con handicap gravi anche intellettivi ed età tra i 18 e i 40 anni. Insieme si appellano al Comune per partecipare all'attribuzione del bando di gara 2011-2013 che a luglio vedrà appaltato il Centro diurno disabili (Cdd), il Servizio di formazione all'autonomia (Sfa), l'assistenza scolastica. Strumentalizzazioni politiche, apposta li abbiamo incontrati più volte prima di stendere il capitolato, replica l'assessore alle Politiche sociali Andrea Ceffa. Il fatto è che i genitori vogliono dire la loro durante la scelta finale. Solo noi sappiamo di cosa c'è bisogno – spiega a nome di tutti Daniele Chiesa, papà di una 19enne affetta da tetraplegia spastica dalla nascita – E a Vigevano non vanno bene troppe cose per non pretendere di essere parte attiva. Tante cose non vanno, a partire dalla sede del Cdd di viale Petrarca (una ventina gli utenti per un servizio che include fisioterapia, ippoterapia, attività ludiche), sede per cui il Comune ha previsto il trasferimento in piazza Calzolaio d'Italia, nell'ala vuota delle ex scuole medie Besozzi in fianco al Centro di formazione professionale e lo Sfa. Il trasloco dopo l'adeguamento da 90mila euro fermo per mancanza di risorse. Si parlava di settembre e invece siamo ancora qui a portare i ragazzi in una struttura fatiscente, senza aria condizionata, con locali piccoli e non facilmente accessibili, arredi vetusti costruiti secondo criteri arretrati. Il servizio, comunale, è gestito dalla cooperativa Bathor che si aggiudicò l'appalto ormai in scadenza. Il primo luglio, in vista del rinnovo, le 35 famiglie si aspettano di presenziare all'apertura delle buste. Dobbiamo solo ringraziare gli operatori che per libera scelta vanno oltre il dovuto – riprende Chiesa – Ma spostare il Cdd non basta. Manca in generale l'apertura al volontariato utile a evitare l'isolamento. E lo stesso vale per lo Sfa: L'attenzione alla formazione del personale è lasciata spesso solo all'improvvisazione e all'impegno personale. Questo recriminano le famiglie. L'adeguamento delle ex Besozzi è atteso anche dall'Associazione italiana assistenza spastici (Aias), 210 soci e 52 utenti nella sede - piccola - adiacente al Cdd: al piano terra un salone multifunzionale, al primo un unico locale per i corsi di musicoterapia, didattica, manualità sulla creta. Nessun corso, ovviamente, si tiene in simultanea a un altro. Manca lo spazio e il turn over è obbligato. Il presidente Francesco Cappai si dissocia però dalla protesta. Non è questo il modo per ottenere. Accuse ingiuste a parere del municipio. Temo che dietro ci sia dell'altro – ripete Ceffa – Nel capitolato abbiamo inserito le loro richieste, dal lettino per la fisioterapia alla vacanza più lunga, per fare due esempi. Impossibile farle partecipare alla stesura o all'apertura delle buste, mi pare ovvio. Quanto alla nuova sede del Cdd, mai promesso settembre, semmai era un auspicio. L'opera è prevista entro l'anno dal Piano triennale con soldi ricavati dalla vendita degli immobili. Appena entrano risorse partiamo. L'avanzo è stato usato per le strade e la segnaletica: stiamo facendo i salti mortali e respingiamo le accuse ingiuste. Per i tre servizi il bando vale 900mila euro.