Sparisce statua di S. Luigi in S. Giovanni Domnarum

di Maria Grazia Piccaluga wPAVIA San Luigi e sant'Antonio hanno occupato la stessa cappella, la prima a destra nella chiesa di San Giovanni Domnarum, per molto tempo. Poi la statua di San Luigi è finita in cantina. Ma non era un arredo sacro come tanti da rottamare. Era il dono di un parrocchiano. Anzi del sacrestano che, chiamandosi Luigi come il santo, aveva staccato un assegno da 500 euro per acquistare quella statua che il parroco dell'epoca non poteva permettersi. C'erano già troppe spese, in quei giorni, per ristrutturare la chiesa e installare l'impianto di antifurto. E così ho pensato di acquistarla io e poi donarla alla chiesa – racconta Luigi Zannoni, 74 anni, che insieme alla moglie Anna ha aperto e chiuso per anni la porta della chiesetta nel cortile di via Mascheroni –. Ma qualche mese fa la reggenza della chiesa è cambiata. Mi è stato fatto capire di non occuparmi più della chiesa. E io rispetto la volontà del nuovo parroco. Ci mancherebbe, la chiesa è ben tenuta. Ma almeno la statua speravo potesse rimanere nella cappella. Come quando in una casa arriva un nuovo inquilino, anche la chiesa è stata riorganizzata. Alcuni quadri spostati, come pure la cassetta delle offerte e il supporto delle candele, altri armadi inseriti nella navata, insieme al grande confessionale di legno intarsiato. E così pure la statua di San Luigi , alta circa un metro e 30 centimetri, è stata prelevata dalla nicchia e messa nello sgabuzzino. Mi è spiaciuto molto e ho chiesto informazioni al parroco – dice Luigi che non riesce a nascondere la sua amarezza – Ciò che viene donato rimane alla chiesa, mi ha spiegato. Ma io non voglio che mi venga restituita la statua, vorrei vederla esposta. Il don mi aveva rassicurato "Per il giorno di San Luigi la esporremo di sicuro". La festività cadeva proprio l'altro ieri, il 21 giugno. E così l'ex sacrestano di buon'ora è andato in chiesa per rivedere la sua statua. Ma ho avuto una brutta sorpresa – dice Luigi che, per comprare la statua aveva comunque investito una bella fetta della sua già modesta pensione –. Come temevo, non c'era. Da 25 anni,da quando sono in pensione, ho dedicato molto del mio tempo al servizio volontario in chiesa. E come me mia moglie. E da 25 verso il mio 8 per mille alla Chiesa cattolica. Quest'anno lo devolverò a qualche associazione. Don Giuseppe Torchio, titolare del capitolo della Cattedrale e quindi di San Giovanni Domnarum, non è a Pavia. Rientra sabato. Don Vittorino, che dice messa in via Mascheroni e si occupa solo delle anime, non commenta.