Strada di gronda Nuovo progetto per Snia e San Pietro
di Anna Ghezzi wPAVIA Niente più strada di gronda, spunta un nuovo progetto studiato dalla proprietà dell'area ex Snia su commissione del Comune per la bretella che dovrebbe sollevare dal traffico il quartiere di San Pietro in Verzolo. Pensando, in prospettiva, alla riqualificazione della Snia, il cui progetto di massima da un paio di mesi è arrivato negli uffici del settore urbanistica. Abbiamo chiesto alla proprietà di modificare il percorso rendendolo meno costoso e meno impattante dal punto di vista ambientale, spiega l'assessore all'urbanistica Fabrizio Fracassi, che però non si sbottona sulle modifiche proposte: Il tracciato non è ancora definitivo. La nuova strada, che non sarà più di gronda ma una sorta di argine che proteggerà le case dalle eventuali esondazioni del vicino fiume, dovrebbe partire a pochi metri dal Bivio Vela, nei pressi del distributore di benzina dove dovrebbe sorgere una nuova rotonda per agevolare il traffico. Secondo i tecnici, infatti, il progetto originario, che prevedeva un imbocco – il quinto – direttamente nella rotonda, non era fattibile per una questione di sottodimensionamento della rotonda della tangenziale Est. Che, ai tempi – e anche all'insediamento della giunta Cattaneo – si voleva ampliare. A gennaio scorso era stato lo stesso assessore all'urbanistica a confermare che il raddoppio della tangenziale Est era stato chiesto alla Provincia, ma ad oggi ancora non se ne sa nulla. La vecchia strada di gronda era stata pensata nel 2006 dall'amministrazione Capitelli ma in realtà era già compresa, in parte, nel piano regolatore approvato dalla giunta Albergati nel 2002 e studiato alla fine degli anni Novanta. La bretella, che costava qualcosa come sette milioni di euro, si innestava sul Bivio Vela, invadeva il parco del Ticino, attraversava la Snia – che secondo il progetto presentato dall'allora proprietario Luigi Zunino doveva diventare un quartiere al 40% commerciale e al 60% residenziale – e si ributtava all'altezza di via San Giovannino. Ora, invece, secondo il nuovo studio che la proprietà della Snia si è resa disponibile a redigere, il tracciato dovrebbe costeggiare l'abitato seguendo l'andamento del suolo, che in quella zona dietro via Francana presenta dislivelli anche importanti, e quello delle strade già esistenti in modo da danneggiare il suolo meno possibile. Tenendo conto del fatto che dopo le ultime case costruite, si tratta di zone alluvionali. E dunque la città non si svilupperà in quella direzione. Una strada a incorniciare il quartiere, insomma, che potrebbe portare anche a ripensare la viabilità del quartiere. Tra le ipotesi allo studio anche la possibilità di lasciare a doppio senso la bretella che si getta nella Snia in modo da deviare lì il traffico in uscita dalla città verso il Bivio Vela, l'Oltrepo, Belgioioso. Mentre sul tratto compreso tra le due estremità della strada (viale Montegrappa, via San Pietro in Verzolo, viale Cremona) si potrebbe valutare un senso unico rivolto solo verso il centro. Tutto, ovviamente, è legato a doppio filo alla riqualificazione dell'area dell'ex Snia, quei 171mila e 615 metri quadri che ospitavano uno dei più grandi stabilimenti della vecchia Pavia industriale. La metà, ora sono in mano alla Ipi, l'immobiliare della Fiat, che li ha acquisiti nel gennaio 2010 da Risanamento di Luigi Zunino. L'ultima proposta, depositata negli uffici comunali un paio di mesi fa, parla di una città dei giovani affacciata su viale Montegrappa con locali e cinema, poi negozi, case e, dietro, verde e campi sportivi. La proposta in variante al Piano regolatore potrà essere avallata solo con l'approvazione del Pgt. ©RIPRODUZIONE RISERVATA