Lettera a diecimila pavesi Il Fisco controlla le spese

di Fabrizio Guerrini wPAVIA Operazione redditometro: diecimila pavesi potrebbero presto dover giustificare al fisco le loro spese. E sono i primi di una più folta schiera di controllati che dovranno fare i conti con gli accertamenti fiscali. Gentile contribuente, desideriamo offrirle alcuni elementi di valutazione concernenti la Sua dichiarazione dei redditi relativa all'anno 2009. Confrontando tale dichiarazione con le banche date dell'Agenzia delle Entrate risulterebbero delle spese apparentemente non compatibili con il reddito complessivo da lei indicato: inizia, così una delle 10mila lettere inviate dagli uffici fiscali ad altrettanti contribuenti di tutta la provincia di Pavia. Ma le missive potrebbero, si dice, quadruplicare nei prossimi mesi. Il nuovo redditometro sta entrando con queste modalità nella fase operativa: se, nel corso del 2009, anche se solo per una volta si è registrato uno scostamento tra il reddito complessivo e quello presunto, si entra nella categoria dei potenziali controllati. La lettera del Fisco non obbliga al momento a nessun tipo di contraddittorio né avvia un procedimento amministrativo. Ma è comunque un'allerta fiscale: significa che è stata accertata un'anomalia tra spese fatte e il reddito a suo tempo dichiarato. L'Agenzia delle entrate potrebbe, insomma, prima o poi invitare l'interessato a dimostrare che le spese eccedenti sostenute (oltre il 20 percento del reddito complessivo dichiarato) siano state rese possibili da redditi diversi da quelli dichiarati nel 2009. In caso contrario verranno applicate le sanzioni del caso e l'adeguamento del reddito. Non è finita. Nei futuri modelli dichiarativi sarà reso più esplicito il calcolo della maggiore imposta da versare nel caso di particolari acquisti o stipulati contratti assicurativi. Un programma permetterà di capire se si sta dichiarando davvero ciò che si aspetta il Fisco da noi. Più in generale chi compra dovrà d'ora in poi, più che in passato ricordarsi del Fisco. Il Fisco intanto si ricorda dei contribuentri pavesi. La lettera che avvisa su futuri accertamento è in arrivo, ad esempio, al domicilio dei circa 7300 pavesi che hanno acquistato casa nel 2009. I proprietari passati e futuri potrebbero dover dimostrare che l'acquisto è stato fatto grazie a un mutuo (anche se, in effetti, è già tracciato dall'anagrafe tributaria) o comunque, con altre forme di finanziamento che dilatano negli anni l'impatto della spesa sul reddito considerato, in prima battuta, incompatibile con l'entità dell'investimento fatto. E poi auto, moto, oggetti d'antiquariato, assicurazioni sulla vita, movimenti finanziari e spese per il tempo libero (viaggi compresi) superiori ai 5mila euro. Gli acquisti di grosso taglio sono, in definitiva, sotto i riflettori del fisco. Un operatore pavese del settore, che conosce le strategie dell'Agenzia delle Entrate, non ha dubbi su quello che sta accadendo: gli accertamenti stanno passando dalle partite Iva ai codici fiscali in genere. Da aziende e società alle persone fisiche. Un'offensiva annunciata. A Pavia è stata creato una speciale task force che ha il compito di scavare nel tenore di vita dei pavesi a caccia delle cosidette nicchie dell'evasione. Il primo scaglione di diecimila lettere punta già a far emergere casi di auto di grossa cilindrata, appartamenti in Costa Azzurra o altri beni di lusso intestati a parenti o genitori, magari pensionati e con basso reddito. Sarebbero molte le situazioni a rischio di accertamenti più aspprofonditi in provincia di Pavia. Ed è soltanto, come detto, la prima fase di una strategia di più largo impatto nel rapporto tra chi vende e chi compra. Dal prossimo luglio, infatti, anche i commercianti e gli artigiani pavesi avranno l'obbligo di segnalare entro l'aprile del prossimo anno, i codici fiscali o le coordinate dei clienti che abbiano fatto spese superiori ai 3.600 euro. A meno che i pagamenti non siano effettuati con carte di credito o bonifici bancari, quindi comunque tracciabili dal fisco. C'è un rischio – commenta Guido Marchese, commercialista di Voghera – ed è quello che potrebbero essere penalizzati i consumi.