Confindustria: subito la manovra

di Vindice Lecis wROMA Per il secondo giorno consecutivo, la Confindustria va in pressing sul governo a sostegno della manovra. Bisogna approvare il prima possibile la manovra da 40 miliardi e contemporaneamente andare avanti su una serie di provvedimenti per aiutare la crescita, tra cui la manovra fiscale che pensiamo debba essere a parità di pressione fiscale complessiva ha affermato la presidente Emma Marcegaglia. Per gli industriali è necessaria contemporaneità tra rigore e crescita e, in questo momento delicato in cui è in discussione il piano di salvataggio della Grecia e Moody's ha dato un avvertimento, è essenziale approvare il prima possibile la manovra da 40 miliardi che è nel piano nazionale delle riforme ed è stata approvata dal Parlamento e dalla Commissione Europea. Un'azione di sostegno alle tesi del ministro Tremonti, anche se Marcegaglia chiede che contemporaneamente deve andare avanti una serie di provvedimenti che possono aiutare la crescita, tra cui la manovra fiscale e bisogna abbassare le tasse su imprese e lavoro dipendente, magari rialzando la tassazione sulle rendite finanziarie, lavorando sull'assistenza e su qualche lieve aumento delle aliquote Iva. Sono cose che devono andare di pari passo. Se non si procede rapidamente, ha spiegato ancora la leader confindustriale, senza manovra siamo nei guai. L'obiettivo è chiaro: Nel 2014 dobbiamo arrivare alla parità, al deficit zero. Non abbiamo scelta, dobbiamo arrivare all'equilibrio di bilancio. E' un must: ce lo chiedono l'Europa e i mercati finanziari. Il pressing confindustriale sul governo fa storcere però il naso al ministro Matteoli: Il governo cercherà di sostenere anche le imprese - afferma il titolare dei Trasporti - ma deve anche aiutare i lavoratori dipendenti perchè altrimenti i consumi non ripartono Sono questi gli obiettivi che ci siamo prefissi. E nel governo l'ipotesi dei tagli tremontiani ai perimetri di spesa dei dicasteri non piace a tutti i ministri. Quello della Salute, Ferruccio Fazio, lancia un altolà: Personalmente penso che non sia il caso di insistere con tagli sulla farmaceutica. Noi siamo fissi all'1% del Pil come spesa totale e abbiamo un controllo totale della spesa territoriale che è scesa negli ultimi anni. Dobbiamo mettere in essere meccanismi per controllare la spesa ospedaliera e quindi, in particolare, i farmaci innovativi. ©RIPRODUZIONE RISERVATA