Garlasco, un vertice sul caso Record Si punta alla "cassa"
Compleanno in aula consiliare per Maria Zorzoli, giunta al traguardo dei 100 anni. Conosciuta come Mariuccia, la nonnina è nata a Lacchiarella (Milano) e si è poi trasferita a Mede, dove ha sposato Pasqualino Galessi, fondatore del bottonificio che ha fatto la storia della Mede produttiva e morto nel 1971. Alla cerimonia erano presenti i figli Luigi e Gabriella, e gli amministratori comunali, che le hanno consegnato un riconoscimento a testimonianza della vicinanza della comunità. di Simona Bombonato wGARLASCO Un anno di cassa integrazione straordinaria o la mobilità, che vuole dire licenziamenti: sul futuro dei 78 lavoratori Record, il gruppo Magnetti deciderà oggi. Alle 9.30, alla sede vigevanese degli industriali, i bergamaschi incontreranno per la prima volta Fillea Cgil dopo la decisione di dismettere il sito produttivo di via Pavia. Ieri mattina, invece, il sindaco Pietro Farina ha aperto il tavolo istituzionale in Provincia a cui avrebbe dovuto partecipare anche Lanfranco Tumiatti, fondatore della ditta e proprietario degli immobili. Ma Tumiatti ha fatto sapere via fax di volersi chiamare fuori. O meglio, in via ufficiale, l'imprenditore di Garlasco, oggi titolare della società immobiliare Framifin, ha dichiarato di non avere titolo a nessun incontro in difesa dei posti di lavoro. Parliamo di 78 dipendenti in forza a Magnetti e quindi è Magnetti a dover rispondere di eventuali licenziamenti o di altro, ha messo per iscritto. Indiscrezioni non confermate invece raccontano che Tumiatti ha aperto due bozze di accordo con altrettante aziende edilizi. E che una delle due, non si esclude la multinazionale irlandese Crh che ha preceduto Magnetti nella conduzione Record, avrebbe in corso una trattativa sull'affitto. Stiamo a vedere che succede dopo l'incontro con i sindacati, ha detto il sindaco Farina a poche ore dall'incontro pavese. L'unica certezza è che oggi Magnetti sarà chiamata a dare una risposta ai sindacati in tema di ammortizzatori sociali. Sindacati che in attesa di sviluppi hanno ben chiaro quale sia allo stato dei fatti il male minore. Ovvero, cassa integrazione straordinaria per un anno al posto della mobilità. Roberto Rocchi (Fillea Cgil) ha anticipato la proposta che andrà a formulare questa mattina al top management bergamasco, dopo aver incontrato gli operai (54 dei 78 a rischio tagli) e sensibilizzato le istituzioni sul caso di Garlasco. L'obiettivo è evitare i licenziamenti – ha ripetuto Rocchi – Meglio prendere 800 euro al mese e mantenere il posto di lavoro, meglio tirare la cinghia per un anno: l'alternativa è vederli in mezzo a una strada. Magnetti potrebbe anche proporre il trasferimento in una delle altri filiali del nord Italia (Bergamo, Veneto, Piemonte, Emilia Romagna) dove ha dislocato il processo produttivo. Ipotesi, però, temuta quanto i licenziamenti. I sindacati sperano quindi nella cassa in previsione della ditta che subentrerà a gennaio, così come tra l'altro è successo a dicembre nel passaggio di consegne tra Crh e il gruppo di Bergamo. Per quanto riguarda Magnetti la produzione si fermerà comunque a ottobre.