Duemila lettere per bollette non pagate

PAVIA A dicembre 2010 14 palazzi in pieno centro storico avevano rischiato di rimanere senza gas e acqua per 160mila euro di bollette che risultavano non pagate, ma che gli inquilini sostenevano di avere versato all'amministratore. A gennaio 2010 in 50 condomini gli inquilini per riuscire a pagare l'affitto, tralasciavano le bollette. Ora sono 2mila le famiglie che, se non pagheranno, avranno il contatore piombato durante l'estate. Entro l'anno LineaPiù prevede di chiuderne circa mille in tutta la provincia. Per avere la riapertura occorre prima di tutto pagare gli arretrati, e poi 90 euro per l'allaccio. Per informazioni, verifiche, rateizzazioni, riattivazione delle forniture ci si può rivolgere in via Donegani 7/15 ( 0382.434611) oppure negli uffici al Centro commerciale Minerva aperti da lunedì a venerdì dalle 8 alle 13. Assistenza e contributi, in caso di redditi bassi, anche presso gli uffici dei servizi sociali dei Comuni di residenza. di Anna Ghezzi wPAVIA Oltre mille raccomandate di messa in mora recapitate in città a chi si è fatto sfuggire – o non è riuscito a pagare – almeno due bollette del gas. È l'operazione di recupero dei crediti messa in atto da LineaPiù: coinvolti circa mille pavesi e altrettante famiglie dell'hinterland, nei Comuni serviti da LineaPiù e LineaDistribuzione. Una raccomandata arrivata proprio nei giorni della scadenza dell'Ici, dei solleciti di Equitalia. Così negli uffici postali si sono trovati fianco a fianco la tribù dei distratti – quelli che le bollette le pagano, ma perdono i bollettini – e chi, invece, non riesce a pagare. Dieci giorni di tempo per mettersi in regola o dimostrare di avere già effettuato il pagamento, alla scadenza altri cinque giorni e poi il distacco del contatore. Ma pagano quasi tutti, spiega Pierezio Ghezzi, direttore generale LineaPiù che, a Pavia, è il distributore digas dominante. Ad essere morosi sono soprattutto piccoli negozi, partite Iva, il 90% utenze domestiche. Ogni anno – spiega Ghezzi – risultano non pagate dal 2 al 5% delle bollette emesse ai circa 65mila utenti di Pavia e provincia. Quasi 50mila bollette l'anno, 17500 solo nel capoluogo. È proprio a giugno la morosità maggiore: Sono importi relativi ai consumi invernali – spiega Ghezzi –. Abbiamo deciso di agire con forza anche per rispetto di chi paga sempre o si muove con anticipo: per chi si presenta allo sportello per la rateizzazione prima della scadenza una soluzione si trova quasi sempre, soprattutto se l'importo supera i 500 euro e non ci sono morosità. Il problema è di chi paga e perde le ricevute, anche se per legge si dovrebbero conservarle per cinque anni. Infatti non è più possibile chiedere la copia della ricevuta nell'agenzia postale in cui si è pagato, nemmeno indicando ora e giorno del versamento. Non resta che pagare due volte, fino a che non si ritrovi la ricevuta e si possa chiedere il rimborso. Casi di questo genere sono pochissimi rispetto al totale – spiega Davide Gatti, direttore marketing –. Prima di procedere alla messa in mora, c'è infatti una prima verifica con la banca o la posta, poi viene effettuato un controllo interno. Tutta la procedura di verifica dura circa quattro mesi. In casi sporadici accade che la comunicazione dei pagamenti arrivi in ritardo ai nostri uffici, e dunque che le lettere arrivino anche a chi è in regola. Ma è chiaro che, in questo caso, è annullata la comunicazione. Ed è scritto chiaramente nella raccomandata. E nel caso in cui la ricevuta sia stata dispersa e viene ritrovata in un secondo tempo, ci si può far restituire il pagamento doppio. LineaPiù in questi anni ha puntato molto sul recupero crediti: entro il 2011, se il trend resterà invariato, saranno chiusi mille contatori del gas, tra i 250 e i 300 a Pavia città. Si parte da quelli con una morosità più elevata per arrivare a quelli con il debito minore. Fa eccezione la fascia protetta che LineaPiù gestisce insieme ai servizi sociali del Comune di Pavia. Abbiamo avuto segnalazioni riguardo a Lineapiù – spiega Mario Spadini, di Federconsumatori – più che altro relative a bollette emesse senza stornare gli acconti precedenti. Ma grazie all'accordo siglato l'anno scorso tra l'azienda e tutte le associazioni dei consumatori della città, le questioni sono già state risolte prima di arrivare in sede legale. Nel caso in cui un utente riceva la messa in mora ingiustamente, deve dimostrarlo mandando un fax con la ricevuta di pagamento. Se invec LineaPiù non ha incassato i soldi – spiega Spadini – deve dimostrare per iscritto che quella ricevuta non è andata a buon fine. E si apre un reclamo con la posta o la banca per la conciliazione. I tempi? 30-50 giorni. Tra dicembre e maggio – aggiunge Spadini – abbiamo accumulato alcune segnalazioni di bollettini pagati con prova documentale ma non versati al gestore. Per cui stiamo facendo partire una serie di reclami nei confronti delle Poste per ottenere il risarcimento di quanto pagato e non versato. Piero Perotti, dell'associazione consumatori Uil, conclude: Per ora non abbiamo riscontrato irregolarità. I problemi di tariffazione emergono piuttosto in provincia, dove nell'arcipelago di compagnie di distribuzione del gas attive ci sono stati diversi problemi di tariffazione con letture sbagliate dei contatori, soprattutto in case vecchie. ©RIPRODUZIONE RISERVATA