Ecco l'auto che "vede" gli animali sulla strada

di Marco Scafati Che la Svezia sia una specie di paradiso naturale, dove l'uomo vive in simbiosi con il verde e gli animali, non è certo una novità. Qualche stupore può destarlo invece il fatto che ogni anno questi animali, per lo più selvatici, vengano coinvolti in più di 47 mila incidenti stradali. Ebbene sì, il rischio di ritrovarsi un alce dietro l'angolo o che sbuchi all'improvviso da un albero è più alto di quanto si possa immaginare. Con conseguenze che diventano spesso drammatiche, visto che i malcapitati quadrupedi (dalla mole non indifferente) di frequente dopo l'impatto finiscono per sfondare il parabrezza. Con grandi rischi per chi è al volante. A porre rimedio ci sta pensando la Volvo, che della sicurezza ha fatto da sempre la propria bandiera e rimane sulla stessa linea anche ora che la sua proprietà è passata in mani cinesi. Come? I suoi tecnici hanno al vaglio una particolare estensione del City safety pedestrian detection, tecnologia già disponibile su diversi modelli della casa svedese che "vede" i pedoni e gli eventuali ostacoli sulla carreggiata e attiva autonomamente i freni se il guidatore non agisce di sua iniziativa. In particolare il sistema sarà "settato" per riconoscere anche gli animali, che ovviamente hanno stazza, movimenti e velocità diversi da quelli umani, e attivare di conseguenza lo stesso sistema elusivo. Di giorno, di notte e in caso di scarsa visibilità, visto che oltre al radar è previsto anche l'utilizzo di una sensibile telecamera a infrarossi. C'è poi da scommettere che la novità, non disponibile prima di qualche anno sulle vetture di serie perché in via di sperimentazione, non sarà appannaggio esclusivo di paesi nordici come la Svezia. Anche gli Stati Uniti sembrano avere lo stesso problema: dal 1993 al 2007 sono morte 2500 persone per incidenti causati dall'impatto con animali, e le stesse aziende assicurative hanno provveduto ad aumentare le polizze auto del 15% nel quinquennio 2003-2008 per coperture del genere. E l'Italia? Anche se da noi gli animali non sono la causa principale degli incidenti, una tecnologia che tuteli sia loro che l'automobilista sarà sempre la benvenuta. ©RIPRODUZIONE RISERVATA