Il trattamento per i disabili con nuova malattia
di REMO EPIFANI Sono una signora di Pavia. Ho una sorella disabile al 100% che percepisce una pensione di invalidità di circa 250 euro più accompagnamento di circa 450 euro. E' stata operata di un nodulo al seno poi rivelatosi un carcinoma. Volevo chiedere se la sua pensione per questa patologia può essere aumentata visto il disagio psicologico e fisico. La sua pensione è molto bassa. Grazie di cuore per la risposta Lettera firmata A questo quesito non è possibile, purtroppo offrire una risposta affermativa. Si deve in proposito ricordare preliminarmente che, in linea generale, la legge considera invalido civile il cittadino - di età compresa tra i 18 ed i 65 anni - che ha menomazioni congenite o acquisite, anche a carattere progressivo e che ha una riduzione della capacità di lavoro non inferiore ad 1/3. Per avere diritto alle prestazioni economiche la legge richiede un grado maggiore di invalidità. Infatti, se è maggiorenne, con il 74% di invalidità viene riconosciuta la qualifica di invalido parziale e si ha diritto all'assegno mensile. Con il 100 per cento di invalidità, che presuppone l'assoluta e permanente impossibilità di svolgere non già una qualsiasi attività, ma un'attività lavorativa, viene invece riconosciuta la qualifica di invalido totale e si ha diritto alla pensione di inabilità. Se l'interessato è anche non autosufficiente o non autonomamente deambulante ha diritto all'indennità di accompagnamento. L'importo mensile di quest'ultima indennità è pari per il corrente anno 2011 ad euro 487,39 mentre sia l'importo mensile dell'assegno di invalidità che quello della pensione di inabilità sono entrambi pari, per il corrente anno ad euro 260,27. Sono tuttavia differenti i limiti di reddito personale dell'invalido che, ai fini della fruizione delle prestazioni economiche, non devono superare quelli fissati dalla legge, pari rispettivamente, per il 2011, ad € 4.470,70 per l'assegno ed a € 15.305,79 per la pensione di inabilità. Diventa pertanto ininfluente, dal punto di vista economico, il sopraggiungere di ulteriori patologie, che aggravano il quadro clinico già accertato in sede di riconoscimento della qualifica di invalido civile "totale", cioè con la più alta percentuale di invalidità (100%). Ricordo però alla lettrice che la propria sorella, se di età pari o superiore a sessanta anni, può avere diritto, in qualità di invalida civile totale ed in possesso delle previste condizioni reddituali, ad una maggiorazione sociale (più nota come incremento al vecchio milione di lire) in grado di garantire oggi - 2011 - un incremento della pensione di inabilità fino all'importo complessivo di € 603,90 mensili. L'eventuale incremento può essere corrisposto fino all'età di sessantacinque anni, in quanto a tale età le prestazioni economiche per l'invalidità civile si trasformano in trattamenti sociali sostitutivi (pensione o assegno sociale).