L'Artedil in tribunale Trenta abitazioni a rischio
Sotto i vestiti nascondeva quattro stecche di hashish pronte per essere cedute ai clienti. Ali Mohamed Mohames, 29enne libico, è finito davanti al giudice con l'accusa di spaccio di sostanze stupefacenti ed è stato condannato a due anni, due mesi e 20 giorni di reclusione, oltre a 3.333 euro di multa. Lo scorso 11 marzo, il giovane, secondo la versione degli inquirenti, era stato sorpreso con 12,562 grammi di hashish nascosti sulla sua persona. Inoltre, era accusato di avere ceduto a un cliente 3,214 grammi della stessa sostanza. Ali Mohamed è stato giudicato con rito abbreviato dal giudice delle udienze preliminari del tribunale di Vigevano, Stefano Vitelli, che ha ritenuto l'imputato responsabile dei reati contestati. La scelta del rito abbreviato ha comunque consentito al giovane libico di usufruire della riduzione di un terzo della pena. VIGEVANO Cantieri interrotti, acquirenti di immobili che rischiano di non realizzare mai il sogno di avere una casa. La crisi seguita al boom edilizio degli anni scorsi coinvolge tante famiglie e alcune aziende storiche della città. L'altra mattina in tribunale è stata depositata la richiesta di concordato preventivo per l'Artedil, impresa edile che, in quaranta anni di attività, ha costruito complessi residenziali privati e pubblici, insediamenti industriali e artigianali. Sullo sfondo c'è soprattutto la situazione di due cantieri in costruzione in strada Camina e in viale dei Mille (nell'area dell'ex-calzaturificio Pupa), dove una trentina di famiglie ha firmato il compromesso per l'acquisto di un appartamento e ha visto i lavori interrompersi quando erano ormai in dirittura d'arrivo. Il caso è giunto in tribunale per un'istanza di fallimento presentata da due fornitori. Ma la società di corso Genova, assistita dagli avvocati Andrea Rodolfo Masera e Stefano Seclì, ha depositato la richiesta di concordato preventivo prima dell'udienza che si è tenuta l'altra mattina davanti al giudice Mariafrancesca Abenavoli. Il concordato preventivo è una procedura diretta a trovare un accordo con i creditori per evitare il fallimento o comunque superare il momento di difficoltà dell'azienda. Abbiamo presentato domanda di concordato preventivo _ affermano i rappresentanti della società _ perchè non vogliamo arrivare al fallimento e vogliamo dare esecuzione a tutti i contratti di compravendita per gli acquirenti che hanno firmato il contratto preliminare. Tutti gli acquirenti degli immobili in costruzione in strada Camina e viale dei Mille hanno sottoscritto il preliminare di vendita, quindi, da questo punto di vista, sono garantiti.Ribadiamo l'intenzione di voler onorare gli accordi _ continua l'impresa edile _ e riprendere al più presto i lavori. A questo proposito, abbiamo in corso trattative con le banche per i necessari finanziamenti finalizzati alla ultimazione dei cantieri e alla prosecuzione dell'attività. L'Artedil occupa una trentina di lavoratori e ha chiesto e ottenuto la cassa integrazione per un anno fino al maggio 2012, che interesserà a rotazione tutti i dipendenti. Il futuro, quindi, è nelle mani degli istituti di credito e del tribunale. Il giudice ora valuterà la proposta di concordato preventivo. Potrebbe chiedere ulteriori chiarimenti e documentazioni prima di decidere se accettare o meno l'istanza. In caso di valutazione positiva, nell'arco di un mese potrebbe essere aperta la procedura e nominato il commissario giudiziale, che svolgerà funzioni di controllo e coordinamento collaborando con l'imprenditore nell'attività dell'impresa per dare esecuzione agli obblighi assunti con il concordato. Il passo successivo sarà la fissazione dell'udienza in cui i creditori dovranno dire sì o no alla proposta. Le difficoltà del comparto edile colpiscono le imprese, le famiglie dei lavoratori del settore, le famiglie che hanno acquistato casa, ma anche commercianti e professionisti che in alcuni immobili in costruzione in città volevano insediare negozi e studi. I cantieri fermi a causa della crisi sono un fenomeno sempre più diffuso sul quale ha gettato luce il Caic (Comitato acquirenti immobili in costruzione) che ha rivolto un appello ad aziende, associazioni di categoria e istituzioni per istituire un tavolo di confronto. ©RIPRODUZIONE RISERVATA