Attanasio: i soldi a Mills non li ho dati io

di Giovanna Trinchella wMILANO L'accusa vince la battaglia, ma la difesa probabilmente vincerà la guerra. Sì perché se il teste chiave chiamato dal pm Fabio De Pasquale smentisce la tesi difensiva, gli avvocati Niccolò Ghedini e Piero Longo ottengono dal collegio un lungo rinvio del processo e precisamente al 18 luglio, quando si dovrebbe proseguire con l'audizione di testi dell'accusa tramite la rogatoria svizzera. Il processo sarà prescritto nel gennaio 2012 e dopo i testi della Procura – ancora in forse la rogatoria inglese - dovranno essere sentiti quelli della difesa e i consulenti. Insomma molto lavoro e poco tempo. E così quando l'invito della presidente della corte, Francesca Vitali, alla difesa Berlusconi di sentire prima i loro testi è stato gentilmente respinto il pm ha parlato di abuso di diritto, in quetso processo di nuovo non c'è neanche un foglio. Poi però l'accusa ha incassato la testimonianza di Diego Giuseppe Attanasio, originario di Monte di Procida (Napoli), residente a Malta, sbarcato a Milano dalla Namibia e diretto a Londra per affari. L'imputato Silvio Berlusconi, silente presenza nell'aula milanese, è sembrato quasi non fare caso alle sfavoreli dichiarazioni dell'armatore. L'imprenditore è stato netto: mai dati né regalati 600mila dollari a Mills – come sostiene la difesa Berlusconi e come aveva dichiarato in in una delle sue tante versioni il legale inglese - che veniva pagato ogni tre-quattro mesi con una rendicontazione semplice. Gli avvocati invece hanno cercato di accreditare alla gestione del patrimonio che Attanasio affidò a Mills – in totale 10 milioni di euro dopo la vendita di due navi - la somma che invece per la Procura di Milano servì a comprare le false testimonianze del legale inglese nei processi di Berlusconi. Il primo a indicare nell'armatore il cliente proprietario della somma era stato proprio Mills che, in una delle tante versione fornite (tra cui quella che i 600 mila dollari gli erano stati dati da Carlo Bernasconi manager vicinissimo a Berlusconi), lo aveva chiamato in causa. Ma Attanasio ha sempre negato di aver dato quei soldi a Mills e lo ha fatto pure ieri. Forse per questo i difensori del premier a inizio udienza avevano chiesto al Tribunale di ascoltarlo non come semplice testimone, obbligato pena l'arresto alla verità, ma come imputato in procedimento connesso. Ma la questione, già sollevata nell'altro processo, è stata respinta. E così Attanasio ha raccontato dei suoi rapporti con l'avvocato inglese: Siccome eravamo diventati anche amici ci trovavamo due o tre volte l'anno e Mills mi faceva un rendiconto delle spese sostenute, di quanto tratteneva e di quello che restava. Non ho mai notato anomalie. I numeri tornavano. Io non ho mai ricevuto niente poi non so se facesse fatture in contabilita. Io avevo solo i conteggi, Mills mi dava solo rendiconti sintetici... e poi lui si autopagava. In una gestione patrimoniale del genere, è la tesi difensiva, tutto può succedere. Ma Attanasio, che dovrà tornare come teste della difesa, sostiene che i conti tornavano sempre. Tranne per 250mila sterline, a conti ormai chiusi che Attansio non ha ancora ricevuto e che l'avvocato Longo quantifica in 442 mila dollari, poco meno di quei famosi 600mila. ©RIPRODUZIONE RISERVATA